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Token Economy: dai MammaEuro al lastrico familiare

mammaEuro

Avete mai sentito parlare di Token Economy come coadiuvante nell’educazione dei figli?

Per chi non ne conoscesse il principio, in breve il concetto è questo: si stila un elenco di attività positive che premiano e uno di attività negative che fanno perdere punti; quindi si definiscono dei traguardi che si possono raggiungere attuando le azioni nel primo elenco ed evitando quelle nel secondo.

In casa nostra tutto ciò è stato tradotto con l’assunzione di una valuta “interna”: il MammaEuro.

Le attività “positive”, studiate ad hoc sule esigenze familiari, hanno un peso diverso e danno diritto ad un diverso ammontare di MammaEuro a seconda dell’importanza dell’obiettivo: ad esempio “Preparare la cartella la sera” dà diritto a 5 MammaEuro mentre “Rispondere con educazione e tranquillità per una giornata” ne fa guadagnare 15 (lascio a voi intendere quanto la preadolescenza di Scricciolo abbia influenzato la distribuzione dei premi).

Attività negative come “Mettere in disordine lo sgabuzzino” leva 5 MammaEuro mentre “Rispondere con maleducazione” è un bel -15.

Insomma, tutti i giorni ci esercitiamo con somme e sottrazioni!

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Spray-Post: il piacere di un lungo weekend

SprayPost

Ho sempre detto che non potrei mai fare la casalinga: le pulizie di casa più che un piacere/dovere per me sono un supplizio ma se fossi casalinga mi sentirei male a non attendere a questo compito.

Essere una lavoratrice a tempo pieno un po’ mi “aiuta a giustificare” le mie mancanze (ahimè) in questo senso. Il weekend a casa prediligo il tempo con le Pupaz che in settimana vedo poco e lascio come ultime priorità le incombenze casalinghe.

Ecco perché essere una lavoratrice a tempo pieno mi fa apprezzare enormemente quei luuuunghi weekend associati ad un ponte che mi danno la possibilità sia di passare un po’ di tempo con le mie Pupaz e di occuparmi un po’ di più di quelle attività che mi competono.

Tra queste il cambio armadi! Delizia e dolore di ogni donna!

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Popolo di Arendelle, Elsa ha abdicato!

ElsaAbdica

Sabato pomeriggio, il sole splende, le pupaz giocano indisturbate con bambole, carte e travestimenti.

Nessuno osa pensare che questa giornata sta per trasformarsi in un brutto momento per la storia di Arendelle.

Eppure a volte succede che le giornate apparentemente più tranquille diano luogo a drammi epocali.

Così, quando l’intera famiglia decide di andare a fare un giro ecco che accade.

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Di orecchini e di crescite (quasi) inaspettate

orecchino

Questo periodo dell’anno è caratterizzato da una miriade di impegni che travolgono tranquille e pacate famiglie in un turbine di eventi: feste di fine anno, pizzate, saggi, colloqui e preparazione all’estate.

In questo tornado di appuntamenti, per la nostra famiglia, quest’anno è caratterizzato dalla fine di un’epoca: la remigina Nocciolina sta per abbandonare la scuola materna!

Ebbene si: la piccola di casa è cresciuta e si prepara alla scuola! Mamma emozionata e intenerita!!!!

Ma se credete che accettato questo per noi sia finita vi sbagliate di grosso! Bimbafashion, alias Nocciolina, alias “mammaguardachesonogrande”, ha regalato altre due perle, o meglio schiaffi, al nostro orgoglio di genitori di “bimba piccola”.

Prima perla: dopo aver inutilmente insistito per mesi e dopo essere stata “sedata” con la scusa del saggio di danza, Bimbafashion ha categoricamente deciso che era finito il tempo dei capelli lunghi e ha insistito finché la mannaia del parrucchiere non si è abbattuita sulla sua lunga chioma (sig sig…)

Secondo colpo: con uno strategico elenco di “pro” (e di “contro” occultati) ha convinto la sottoscritta ad anticipare di qualche mese l’applicazione degli orecchini (“mamma poi inizia la scuola, meglio adesso così mi curi meglio…”).

Ora sottopongo a voi questa domanda: mi sto rimbambendo io o lei è decisamente decisamente decisamente TROPPO avanti???? 😮

 

La maledizione del compito perduto

compiti

 

Chiunque abbia un figlio di età compresa tra 8 e 2657 anni, sa di che cosa parlo…

Una volta entrati nel turbine dei compiti non c’è via d’uscita: vieni risucchiato e addio! E’ stato bello conoscerti…

E io sono ancora abbastanza giovane per sapere che questa sensazione di smarrimento non finirà mai… perché sia come figlio che come genitore l’incubo compiti ti perseguita senza tregua.

Ecco quindi che tutte le sere si ripete lo stesso rito: “ecco i compiti per domani” “ok, inizia a farli” “io non li so fare da sola… e non si fanno così la maestra dice che vanno fatti in un altro modo… cavoli io odio la matematica/storia/grammatica (a discrezione del soggetto e del momento contingente)… uffa quanti compiti… io sono stanca… ho mal di testa… ma domani non ho la verifica…”

E mentre la mamma disperata fa appello a tutta la forza innata (essendo cavaliere Jedi da quando ha partorito) per evitare di strozzare il figliolo frignante, i compiti arrivano inesorabilmente al compimento e la serata volge al termine.

Ma di tanto in tanto capita che, proprio quando il cavaliere Jedi crede che la sua missione sia volta al termine e sta per riporre la spada laser nella cintura, un ultimo efferato compito, dimenticato nel diario o addirittura lasciato alla memoria dello sbadato pupillo, sbuca da sotto il letto e urla vendetta!

E la solfa ricomincia… “io non li so fare da sola… e non si fanno così la maestra dice che vanno fatti in un altro modo… cavoli io odio la matematica/storia/grammatica… uffa quanti compiti… io sono stanca… ho mal di testa… ma domani non ho la verifica…”

Cara mamma/Jedi, che la forza sia con te!

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