Browsing "Iniziative e spunti di riflessione"

Be water, my friend

bewater

Fin dalla prima volta che ho sentito questa frase, in un’intervista a Bruce Lee, ne sono rimasta affascinata.

Tuttavia più di una volta mi sono interrogata se fosse corretto cercare di essere “acqua”.

Leggendola può sembrare infatti che inviti all’adattamento ad ogni situazione, ma io credo ci sia ben altro: in quell’intervista Bruce intendeva ben più che “adattatevi a ciò che incontrate”.

Io la leggo come un “vivete appieno ogni istante”, una sorta di Carpe Diem.

Read more »

Token Economy: dai MammaEuro al lastrico familiare

mammaEuro

Avete mai sentito parlare di Token Economy come coadiuvante nell’educazione dei figli?

Per chi non ne conoscesse il principio, in breve il concetto è questo: si stila un elenco di attività positive che premiano e uno di attività negative che fanno perdere punti; quindi si definiscono dei traguardi che si possono raggiungere attuando le azioni nel primo elenco ed evitando quelle nel secondo.

In casa nostra tutto ciò è stato tradotto con l’assunzione di una valuta “interna”: il MammaEuro.

Le attività “positive”, studiate ad hoc sule esigenze familiari, hanno un peso diverso e danno diritto ad un diverso ammontare di MammaEuro a seconda dell’importanza dell’obiettivo: ad esempio “Preparare la cartella la sera” dà diritto a 5 MammaEuro mentre “Rispondere con educazione e tranquillità per una giornata” ne fa guadagnare 15 (lascio a voi intendere quanto la preadolescenza di Scricciolo abbia influenzato la distribuzione dei premi).

Attività negative come “Mettere in disordine lo sgabuzzino” leva 5 MammaEuro mentre “Rispondere con maleducazione” è un bel -15.

Insomma, tutti i giorni ci esercitiamo con somme e sottrazioni!

Read more »

Forse non tutti sanno che…

bewater

Ho iniziato a scrivere questo post ieri, prima di scoprire che mi avevano rubato la macchina…

Mi spiaceva buttarlo/accantonarlo, anche perché quello che avevo scritto è comunque vero, quindi ecco il post, con una degna conclusione!

Una rubrica sulla settimana enigmistica si intitolava in questo modo e raccontava stranezze di ogni raccolte in giro per il mondo, in giro per la storia.

Nel mio piccolo ho raccolto un po’ di stranezze personali e da queste ho tratto un po’ di insegnamenti.

Ecco cosa ho imparato dalle bizzarrie di (soprattutto) questo ultimo anno:

1) un dolore alla gamba improvviso non è sempre sintomo di un movimento sbagliato (fatto chissà come e chissà quando) che ha portato ad uno strappo muscolare (ma da quando io ho i muscoli???)

2) massaggiare con vigore la zona dolorante può, si, sciogliere un accavallamento del nervo (ma dai: ho anche i nervi!!! si si di quelli mi sono accorta! 🙂 ) ma può anche far staccare un grumo e far partire un embolo (eh… vi dicevo che sono strana!!!)

3) se i colleghi guardandoti ti dicono “mamma mia che faccia orrenda” non sempre vogliono insultarti (a parte casi sporadici che lo direbbero anche se ti fossi fatta truccare e pettinare dai migliori nel campo) ma a volte segnalano una faccia un po’ TROPPO strana e “provata”

4) una trombo embolia polmonare e un abbassamento di pressione sono due cose molto diverse

5) lo zucchero non fa passare i sintomi di una trombo embolia polmonare (neanche se te lo inietti in vena… credo!)

6) se senti che qualcosa non va e non riesci a fare due passi senza rimanere senza fiato, forse sei un po’ più che stanca! (come dice il mio collega “Costi, il tuo giudizio è inaffidabile: dicevi di essere solo un po’ stanchina e stavi per lasciarci le penne in ufficio!”)

7) se non hai mai avuto attacchi di panico è altamente improbabile che ti vengano all’improvviso, senza i sintomi tipici dell’attacco di panico (sudorazione, tremore, iperventilazione, brividi…) e senza alcun motivo, anche se a diagnosticarlo è un medico (si ok… mancanza di fiato e battito cardiaco accelerati li avevo, ma senso di morte apparente no!!! 😀 )

8) se ti manca il fiato, non è il caso di fare quasi un chilometro a piedi (e questo vorrei ricordarlo a tutti i runner che dicono “devi spezzare il fiato” 😀 )

9) se ti chiedono troppe volte “come ti senti” è perché proprio proprio bene bene non stai… anche se tu ti senti un po’ drogata ed euforica grazie a quel bel miscuglio che ti hanno dato 🙂

10) se hai tante persone intorno in ospedale, non è perché finalmente hai trovato l’outfit giusto e vogliono carpirti il segreto!

11) quando in ospedale ti dicono “vogliamo tenerla in osservazione per un po’ ” non è il caso di chiedere “io devo partire per le vacanze: vi vanno bene un paio di giorni???”

12) se normalmente una trombo embolia polmonare lascia un “segno”, sicuramente su di me non lascerà traccia! E ovviamente solleverà una serie di quesiti medici del tipo “non è possibile, deve esserci il segno nella vena, è per forza un trombo… perché non si vede?!?!??!”

13) non è detto che un problema abbia sempre una causa definita (ehhhh questa non ve l’aspettavate!!!! ebbene si: è così! Una trombo embolia polmonare, ad esempio, può essere causata “molto probabilmente” da un motivo… ma forse no! 😀 – spiegazioni scientifiche di medici illuminati! )

Si, ok. Io sono abbastanza strana di mio.

Ma oltre a queste frivolezze ho imparato anche cose davvero importanti:

1) le vicende che ci accadono, le persone che ci circondano, le parole che vengono dette o subite vanno valutate con la giusta proporzione e il giusto peso

2) una giornata passata arrabbiata è una giornata felice persa (punto questo molto facile da comprendere, molto difficile da realizzare, ma per il momento, almeno, l’ho interiorizzato)

3) l’obiettivo a cui aspirare E’ LA FELICITA’ intesa non come assenza di problemi o dolori, ma come pace con se stessi e accettazione della vita che abbiamo e, se non ci piace, ricerca di ciò che ci può aiutare a cambiare le cose

4) se ti rubano la macchina il giorno del tuo primo anniversario dopo il Rebirthing post TEP, sicuramente è andata meglio dell’anno precedente!

“Be water my friend…”

🙂

Come ti salvo la vita (o almeno ci provo…)

manovreCBI

Quando Nocciolina aveva solo 3 mesi, mi è capitato di assistere ad una scena che non auguro nemmeno alla mia peggior mamma-nemica.

Mentre stava giocando sul tappetino in sala con Scricciolo, io stavo colando la pasta in cucina, immersa nei pensieri di una perfetta “CasalingaTemporaneaLavoratriceInMaternità”.

Nel giro di pochi minuti, un pianto “strano” e un silenzio ancora più strano avevano investito la sala. Sono corsa a vedere e ho trovato Nocciolina sdraiata a pancia in su in uno stato di semi-incoscienza che emetteva un suono surreale. Il panico mi ha avvolta, l’ho presa in braccio e ho cominciato a urlare chiedendo aiuto: ho aperto la porta con un calcio e ho chiamato con tutta la voce mentre dicevo a Scricciolo di comporre il numero di mia madre. La mia piccola, colta da un attacco di MarioMerolite, aveva inscenato uno dei più brutti scherzi che una bimba così piccola possa fare alla madre: Spasmo Affettivo. Così ho scoperto che esiste questa forma di “richiesta di aiuto/attenzione” da parte di un bambino quando qualcosa lo spaventa o quando sperimenta una frustrazione o un dolore.

A mente fredda, dopo lo scampato infarto mammifero, mi sono resa conto di essere totalmente impreparata ad eventi di emergenza che necessitino di un’azione veloce e mirata.

In quel preciso momento ho deciso che avrei seguito un corso di primo soccorso.

Ci ho messo ben 4 anni, ma alla fine ce l’ho fatta! E per fissare bene i concetti, l’ho seguito ben 2 volte! La prima a Dicembre, la seconda a Marzo.

Ce ne sono tantissimi sul tutto il territorio e tutti proposti da enti qualificati e da personale preparatissimo e VOLONTARIO (a quanto pare di Angeli in terra ce ne sono ancora!).

Io ho seguito il corso “Disostruzione delle vie aeree nel bambino e nell’adulto” organizzato da Croce Bianca.

L’incontro è rivolto a tutti: genitori e insegnanti, che sono normalmente a contatto con i bambini, ma anche a tutti i cittadini  che vogliano ‘SAPERE COSA FARE’, perché in quel momento può essere fondamentale, può essere di vitale importanza per salvare un essere umano.

Durante la prima parte, i Volontari spiegano, con l’aiuto di slide, come riconoscere i sintomi di ostruzione delle vie aeree, nell’infante, nel bambino e nell’adulto, e quali sono i passi da seguire per attuare un intervento mirato e, soprattutto, più efficace possibile. Nella seconda parte, con l’aiuto di manichini e “volontari manichini” si mettono in pratica le manovre apprese con la teoria: disostruzione delle vie aeree e massaggio cardiaco.

Due ore dense e molto intense, dove si scopre che, ogni anno, almeno 50 bambini perdono la vita a causa di soffocamento da corpo estraneo ingerito accidentalmente, ma anche perché chi li assiste sin dai primi drammatici momenti non è a conoscenza del modo corretto con cui intervenire. Dove si impara che la prima cosa da fare è chiamare il 118, che è fondamentale dare i riferimenti del luogo in cui ci si trova, che NON VANNO CACCIATE LE DITA IN GOLA a chi sta soffocando, che il fare la cosa giusta può fare la differenza tra la vita e la morte, anche se ci sembra di poter fare poco…

Si impara che dietro il 118 c’è una rete di medici in ascolto che, mentre noi descriviamo l’accaduto, analizza i sintomi e allerta l’operatore più vicino e che, alla fine, non siamo mai soli, perchè il 118 resta in contatto con noi fino a quando non arrivano i soccorsi.

Ora più che mai posso dire che non solo TUTTE LE MAMME, ma che TUTTI GLI OPERATORI che sono in contatto giornalmente con i bambini dovrebbero essere obbligati a  seguire un corso di questo tipo. Per imparare “I cinque colpi che salvano una vita” e dare una speranza in più a chi si trova in difficoltà.

Cronaca di una giornata che doveva essere “normale”

h8-00Oggi vi voglio raccontare la storia di una giornata iniziata come tante e finita come nessuno al mondo vorrebbe potuto immaginare.

Si perché quando lasciati il tuo piccolo in una struttura di cui ti fidi, tra le braccia di persone di cui ti fidi, mai più ti aspetti di vedere immagini che ti mettono di fronte ad una terribile realtà: che questi fatti di cronaca possano accadere nel asilo nel quale ogni giorno il tuo piccolo passa almeno 5 ore.

Maestre che da educatrici si trasformano in nemiche di tutti i giorni: bimbi strattonati, imboccati a forza, schiaffeggiati, terrorizzati.

Oggi invito tutti a leggere questa pagina, perchè oggi, per il quarto anniversario di quella tremenda giornata, la Via dei Colori pubblica la cronaca ora per ora di quanto è successo realmente.

Lo straziante racconto di mamme coma noi, che si trovano ad affrontare un mondo che non credevano potesse esistere fuori dagli incubi notturni.

Mamme che ricorderanno a vita questa data: il 2 dicembre 2009.

Ilaria, Caterina, Cristiana ma tante altre, che quattro anni fa, come ogni giorno, portavano a scuola i loro bimbi, non sapendo che questa giornata si sarebbe rivelata l’inizio di un incubo e la soglia del baratro.

#ventiquattro ore scandite e raccontate “Ora per ora” per fare capire a tutti quello che è accaduto quel maledetto giorno.

#ventiquattro ore che, a distanza di un anno, vengono ricordate da La Via dei Colori durante la pubblicazione del sito e la dichiarazione della nascita dell’associazione: il 2 Dicembre 2010.

Ad oggi l’associazione, punto di riferimento per tutti coloro che rimangono coinvolti in situazioni analoghe, offre gratuitamente consulenza tecnica di primo livello, sostegno organizzativo, morale, legale, medico ed informazioni utili su dove e come muoversi. Questa associazione nasce dal coraggio di genitori che non si sono arresi e hanno deciso di unire le forze e di creare un gruppo di persone e professionisti che combattono non solo per dirvi di non mollare ma per aiutarvi a non farlo. La Via dei Colori è questo: una splendida Famiglia.

In questo tristissimo giorno costellato di momenti terribili, Buon compleanno LVDC.
Una Fantastica Vita Normale è felice di essere dalla vostra parte.

Pages:1234»
HTML Snippets Powered By : XYZScripts.com