Browsing "Piccole Storie"
Sep 16, 2013 - Piccole Storie    No Comments

Amore e ponfi..

ponfi

Da quando mi sono presa la pausa sabbatica in ospedale, il mio corpo ha deciso di ribellarsi.

Niente di trascendentale visto che la ribellione riguarda principalmente il rapporto con le “amiche” zanzare. Certo, se non abitassi in pianura padana, patria delle risaie e instancabile fucina d’insetti, la rivolta sarebbe meno fastidiosa!

Così le fastidiose punture, in men che non si dica, si trasformano in bubboni spaventosamente grandi, rossi e duri! Insomma: ieri sera sembrava mi fosse spuntato un gomito nel mezzo dell’avambraccio!

Anche le pupaz non si sono lasciate sfuggire la novità: Scricciolo ha deciso di farmi da infermiera e Nocciolina mi riempie di domande e mi scruta per vedere la crescita e decrescita di “questi strani cosi” (come dice lei!)

Ma ieri sera Nocciolina ha snocciolato (e scusate il gioco di parole) una delle sue perle..

Nocciolina: “Mammina, sono triste: perché succede tutto a te?”
Io: “amore, cosa succede? cos’è che capita alla mamma?”
Nocciolina: “eh mamma, guarda che ponfi brutti che hai.. sono triste!”
Io: “amore della mamma stai tranquilla, sono solo punture di zanzara, domani saranno passati (spero!)”
Nocciolina: “Va bene mammina, io non sono più triste allora. Ma domani tu copri quel coso perché è proprio brutto!”

Amore di figlia! <3

Ho premuto il pulsante del ritorno..

PushedBackButton

Quando tutto sembra che stia migliorando, quando credi di aver trovato un equilibrio, quando credi di aver trovato una via per tornare a quella quieta e felice normalità che ora ti manca tanto..
E’ proprio in quel momento che il DIO, il COSMO, il FATO, il KARMA, scegliete voi come chiamarlo, decide che sia il momento di dare una scossa, una NUOVA e PESANTISSIMA scossa..
Perché non sarebbe divertente se lo facesse in un momento di SFIGA COSMICA!!! (scusate la licenza poetica..)

Del resto, come diceva John Lennon “La vita è ciò che ti accade quando sei tutto intento a fare altri piani“..
ubi maior minor cessat .. e io sono indubbiamente MINOR rispetto a Lennon, quindi mi rassegno alla sua ineluttabile saggezza!

Ecco quindi che il mio Cosmo ha deciso di giocarmi un bello scherzetto spedendomi in ospedale appena prima delle tanto anelate vacanze!

Diagnosi: TEP o, per i non addetti ai lavori e per i fortunati che non ci hanno mai avuto a che fare finora, Trombo Embolia Polmonare.
Avete presente care amiche quella controindicazione che trovate nel bugiardino della pillola, quella indicata come caso rarissimo???
Ecco: esattamente quella! Read more »

Scuola, ieri oggi e… domani?

scuola

Nel 2013 mi trovo ad affrontare l’ambiente scolastico come mamma di una quattrenne all’asilo e di una quasi novenne in terza elementare.
E ciò che vedo, purtroppo, raramente mi piace.

Ho scritto un post tempo fa riassumendo la mia “prima” impressione dopo 2 anni di scuola elementare: cerco sempre di essere obiettiva nelle mie riflessioni riguardo alle istituzioni pubbliche, sapendo bene che hanno a che fare anche loro con rogne finanziarie e genitori che credono che i figli siano le vittime dei cerberi insegnanti.

Qualche tempo dopo, però, ho raccolto la testimonianza di un’amica, membro del Consiglio di Circolo che ha elencato una serie di evidenti carenze e problemi che affliggono le scuole pubbliche.

Ho pensato quindi che la cosa migliore fosse quella di chiedere un altro parere, quello di una persona fidata, che la scuola l’ha vissuta “da dentro”, dall’altra parte: la mia carissima Prof delle medie.

Ed ecco la “sorpresa” (ovviamente sono ironica): la mia carissima Prof è disillusa, preoccupata e rattristata da ciò che è oggi la scuola.

Mi permetto di citare letteralmente le sue parole: “La Scuola come io l’ho vissuta, amata non esiste più. Risponderti mi ha fatto vedere con lucidità quello che mi fa male ammettere… Tutto è stato sotterrato da una politica che ha distrutto quello in cui ho creduto per tutti gli anni di lavoro… ti devo confessare che neanche più gli insegnanti sono più sensibili ad essere Maestri…”

Leggere queste parole mi ha fatto trasalire: cio’ che sospettavo si è fatto improvvisamente realtà. Perchè essere insegnanti ed essere Maestri sono due cose totalmente differenti e io l’ho imparato proprio da lei.

LEI, che MAESTRA lo è stata davvero: Maestra a scuola, Maestra nella vita, Maestra nei sentimenti, LEI per la quale ho avuto ed ho tutt’ora un rispetto, una riconoscenza e un affetto smisurato, LEI per la quale nutro cieca fiducia, non crede più in cio’ che l’ha resa la MIA MAESTRA!

Ecco la scuola che devo affrontare e vivere, ecco la scuola che oggi mi chiede di portare la mia Scricciolo dal neuropsichiatra, dal logopedista, dallo psicologo, perchè è troppo immatura, non badando al fatto che la mia bimba sta affrontando zippi e l’incidente di papuzzo e chissà cosa le sta passando per la testa..

Ma non mi arrendo! Per le mie pupaz e perchè io credo in una scuola migliore.

Cosa possiamo fare?
Pensare, parlare, raccontare e proporre e non smettere mai di crederci e di lottare per il diritto all’istruzione dei nostri figli.

Tempo fa ho promesso che avrei scritto un post su scuola e disabilità: non me ne sono dimenticata! Lo farò! Forte anche dell’esperienza che con Scricciolo stiamo affrontando.

Nel frattempo vi invito a leggere l’articolo che la mia carissima Prof mi ha suggerito e a ragionare su quale sia la scuola che dobbiamo pretendere e per la quale dobbiamo lottare.

Il primo dono che fai a tuo figlio è il nome

blogThinker

Il tema che questo mese ci propone Donna Moderna Bambino è forse quello che si può considerare la prima vera chiacchierata/decisione che due genitori prendono nei confronti del pargolo (ovviamente dopo quella di avere un bambino!): “quale nome avrà il pupillo?”

Benchè rispetto alle decisioni che si prospettano nel futuro dei due temerari ci sia indubbiamente qualcosa di molto molto più “decisivo” e “pericoloso”, questa prima scelta è qualcosa che accompagnerà per il resto della vita quel simpatico esserino che sta per travolgere le esistenze di una (quasi) ignara coppia.

Come tutte le decisioni di un certo peso, in genere provoca qualche discussione, dialoghi infiniti e innumerevoli considerazioni.

Mi sono trovata due volte in questa situzione e per ben due volte ho dovuto fare i conti con alcune regole fondamentali che scandiscono le tappe di questo iter decisionale:
1) La percezione della bellezza di un nome è qualcosa di decisamente personale: nemmeno la persona a voi più vicina appoggerà indistintamente tutte le vostre proposte
2) La scelta del nome non è una cosa che riguarda solo i genitori: mi spiace, ma è un dato di fatto. Amici e soprattutto parenti faranno a gara per proporre il nome secondo loro più appropriato o per elargire considerazioni riguardo quelli da voi proposti. Se poi sarete abbastanza forti, riuscirete a fre orecchie da mercante!
3) La proporzione tra cognome e futuro nome non è un dettame e  varia a seconda della impronunciabilità del cognome, della lunghezza dello stesso e, guarda un po’.. del gusto! Io ad esempio ho sempre pensato che nome e cognome non dovessero avere lunghezza sproporzionata per mantenere un certo “equilibrio”, molti invece ritengono che con un cognome lungo, ci voglia un nome corto. Ma con un cognome corto? Va bene un nome lungo?
4) La nazione di appartenenza del pupillo non deve essere necessariamente un ostacolo alla scelta, ma è bene che la pronuncia di un nome straniero sia universalmente conosciuta e che non dia origine, essendo noi italiani, alla sensazione che il pupo di casa diventerà un giorno il prossimo esponente di Cosa Nostra!
5) La trappola dell’associzione nome/cognome ridicolo è sempre in agguato anche a causa del successivo punto
6) La scelta del nome è indissolubilmente legata a due simpatici giochi:
il gioco delle rime
il gioco del “conosco uno/una con quel nome”

Entrambi questi giochi danno luogo a spiacevoli inconvenienti.

Il primo ti porta a cercare rime con qualsiasi nome e a mandare in Black List nomi che prima erano al posto numero 1 o 2 della tua classifica a causa di una rima escogitata da qualche amico/parente (vedi sopra); oppure porta i genitori a rassegnarsi al fatto di aver messo al figlio un nome che fa rima con qualcosa di inesorabilmente spiacevole.

Il secondo porta ad associare i nomi a persone che, immancabilmente, troviamo antipatiche, fastidiose, egoiste, ecc..

Come uscire da questo guado? Sorry ma non vi è via d’uscita! Bisogna passarci. E superarlo a testa alta!

L’unico consiglio che mi sento di dare è: ascoltate in modo critico, non fatevi influenzare. Scegliete il nome che più vi piace, magari andando a cercare il vero significato o origine del nome, indipendentemente dal fatto che sia stato affibiato alla figlia insopportabile del vicino.

Personalmente ho usato, come dicevo, la tecnica “significato/origine”, della proporzione tra nome e cognome, associata ad una buona dose di “non mi interessa cio’ che pensano gli altri” ed ho scovato per le mie due pupaz due nomi Italiani di cui non credo mi pentirò mai.

E ora: buona caccia!

La scuola dei sogni parte 2

libro1_img

Qualche tempo fa ho scritto un  post che si intitolava “La scuola dei sogni“.
A seguito di quell’articolo ho avviato delle interessanti discussioni con amici e parenti e a Silvia, che è particolarmente proattiva e interessanta all’argomento, ho chiesto di scrivere un post che avrei “ospitato” in questo blog, per dare un altro punto di vista e maggiori informazioni riguardo alla situazione della scuola in Italia oggi.

Mi piacerebbe raccogliere opinioni in merito ma soprattutto informazioni riguardo lo stato reale visto che, da mamma lavoratrice full-time, a volte mi rendo conto di non essere aggiornatissima in materia.

Grazie Silvia per il post, che riporto integralmente.

“Essere mamma di un alunno della scuola primaria pubblica significa scontrarsi quasi quotidianamente con le difficoltà che questa istituzione sta attraversando da…..ormai troppi anni.
Si, ne avevo sentito parlare, spesso la stampa ne scrive. Ma provarlo sulla propria pelle, cioè, no, peggio, sulla pelle dei propri figli, per cui ogniuno vuole il meglio (sfido chiunque ad affermare il contrario) è molto diverso.

Mio figlio fa il tempo pieno, 40 ore alla settimana. Una scelta dettata in parte dalla necessità lavorativa e in parte dall’utopia che questo potesse significare una formazione più ricca e articolata.
Sono anche membro del Consiglio di Circolo da tre anni e già dalla prima riunione mi sono scontrata con la questione ‘mancanza di fondi’.

In primis mancanza di fondi ha significato la progressiva eliminazione delle ore di compresenza tra le due maestre ‘reggenti’ della classe, per intenderci da 4 ore a 1, a 0 quest’anno. Parliamo di ore settimanali.
Mancanza di compresenza significa mancanza di ‘separazione’ della classe (da 20 a 27 bambini) per meglio usufruire del laboratorio di informatica, per vari progetti, per uscite didattiche (per legge una maestra sola non può andarsene a zonzo con 20 ragazzini tutta sola). Per non parlare degli alunni che hanno bisogno di una spintarella in più, come i figli di stranieri che hanno problemi nello studio della lingua italiana.
I progetti….già…..ridotti all’osso e tutti finanziati dalle famiglie degli alunni, perchè non ci sono fondi per quelli.
Ad esempio le lavagne multimediali. Ormai ogni classe dovrebbe averla per le grandi possibilità didattiche che offre , per l’aiuto alla mestra (che essendo sola…), ma i fondi che il ministero stanziava ogni anno permettevano (parlo al passato perchè questo era vero fino allo scorso anno……) di acquistarne una all’anno per tutto il circolo, che comprende 5 scuole elementari di cui due multisezione. Diciamo a spanne una sessantina di classi. Quanti anni ci vorrebbero di questo passo per fornire lavagna multimediali a tutti le classi?

Poi mi sono scontrata con gli edifici fatiscenti dove ogni girono mio figlio passa la maggior parte della sua giornata. La manutenzione spetta al Comune ma …..indovinate? Non ci sono fondi per lavori approfonditi, solo per rappezzamenti vari.
Nagli ultimi anni anche a Pavia ci sono stati casi di scuole chiuse per crolli improvvisi di calcinacci dal soffitto, per crepe allarmanti, cedimenti strutturali…… e con il terremoto dello scorso anno la situazione non ha fatto che peggiorare…….

Altra assurdità: la legge Brunetta che tutti abbiamo applaudito come una ventata di serietà negli enti statali, ha imposto l’obbligo della visita fiscale al personale già dal primo giorno di malattia. Tutto bene, no? Peccato che l’onere della spesa sia a carico del Circolo Didattico e alla fine dell’anno ammonta a qualche migliaio di euro………

L’ultimissima, dello scorso mese: tutti i fondi che la scuola riceve dal Ministero, da questo mese, dovranno essere trasferiti su conti della Tesoreria di Stato (Banca d’Italia), così diciamo addio anche ai magri interessi (qualche centinaio di euro al massimo) che si riusciva a racimolare da un conto privato grazie anche ad agevolazioni che le banche potevano concedere. Questi fondi non saranno più fruttiferi in nessun modo.
Insomma una sottrazione continua di risorse.

Se noi genitori vogliamo che i nostri figli affrontino un progetto sportivo, musicale, scientifico, dobbiamo sperare in un’opera di volontariato oppure pagare di tasca nostra.
A quanto pare da quest’anno non saremo nemmeno più in grado di coprire la spesa delle salviettine di carta per le mani e carta igenica. Mentre già da tanti anni il materiale di consumo della classe (carta per fotocopie, il computer che serve anche per la Lavagna Multimediale e per agevolare il lavoro delle maestre, cartoncini e colori per i ‘lavoretti’) è totalmente a carico dei genitori.

Ora il Comune di Pavia ha deciso di ‘donare’ alle scuole private della città un fondo di 50.000 euro e naturalmente le associazioni dei genitori sono insorte con manifestazioni varie. Per inciso alle scuole pubbliche il Comune ha stanziato 13.000 euro e badate bene che esso riceve pagamenti dalle società sportive che chiedono in concessione le palestre delle scuole per corsi di basket, pallavolo, ginnastica di vario tipo…….e la pulizia delle palestre è a carico del personale non docente (bidelli) delle scuole.
Chiudo qui…..ci sarebbe altro da scrivere ma non voglio dilungarmi troppo…….chiedo solamente la cortesia a chiunque voglia controbattere, di documentarsi prima di affermare che ci lamentiamo per niente.”

Pages:«123456»
HTML Snippets Powered By : XYZScripts.com