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Il mio venerdì nero

portafortuna

Avete presente quando vi svegliate la mattina con la strana sensazione che quella che sta per iniziare sarà una pessima giornata?

Ecco, ieri mattina, alle 5 (!) mi sono svegliata per un motivo non ben precisato (!!!) con questa sensazione: devo dire che la levataccia inutile e inspiegata non aiutava ad avere una sensazione migliore, ma senza dubbio gli eventi della giornata hanno confermato quello sgradevole presagio.

Dopo essermi rotolata per 1 ora e mezza nel letto nella speranza di riprendere sonno ho deciso di cedere e alzarmi per preparare la colazione.

Primo segnale di cio’ che sarebbe avvenuto: nel tagliare il cartone del latte me ne sono rovesciato un buon mezzo litro addosso!

Finito di preparare la colazione ho aspettanto pazientemente che le pupaz si svegliassero (di solito si svegliano alle 7 al massimo.. ma non ieri ovviamente!!!). Quindi prima di andare a svegliarle ho pensato di preparare la lavatrice, tanto per aiutare la “fortuna”: ecco quindi che la meravigliosa pallina piena di detersivo è rotolata perterra rovesciando il contenuto per tutta l’anticamera e parte della sala.. La mattina alle 7 con pupaz da preparare per la scuola e me stessa da mettere in “pista” e poi su un treno indirezione Milano e lavoro. Un buon momento per dedicarsi alla pulizia del pavimento, non trovate?

Finito di pulire il pavimento è stata la volta della sveglia delle bambine: per fortuna Scricciolo si sveglia sempre con il sorriso (che scompare dopo 10 minuti per dare spazio alla “rogna”)! Ma con Nocciolina non sono così fortunata! Lei si sveglia con un mugugno e non parla con nessuno per almeno 10 min, poi inizia la lotta per i vestiti..

Come vi ho già raccontato, lei ce l’ha! il gene Fashion si è impossessato di lei il giorno che è nata. E per quanto sia estremamente orgogliosa di questa sua dote, la mattina da luogo ad un vero incubo! Perchè la mattina bisogna scegliere i vestiti giusti, del colore giusto, abbinarli bene (“vedi che il miniabito ha le strisce viola e bianche? ci vuole un pantalone che mi sta attaccato, viola o bianco”), trovare le scarpe giuste e fare in modo anche di essere “comode”. E a nulla vale il trucco di farle scegliere i vestiti il giorno prima, perchè “se domani fa caldo? Se domani mi danno fastidio?”. Ecco quindi il nuovo dramma: nessun capo da abbinare! Solo un paio di calze nere per il miniabito, ma ovviamente le davano fastidio!

Passato il dramma vestiti, mi dirigo verso la stazione del treno, dove scopro che per un guasto alla linea, il mio treno si sarebbe fermato a Milano Rogoredo. Ecco quindi che inizia l’odissea mezzi di superficie (visto che io sono bravissima a girare Milano con la metro, che però era un delirio, ma pessima a divincolarmi tra i mezzi di superficie): per fortuna una collega mi ha guidata e siamo arrivate in ufficio prendendo SOLO ancora 2 pullman!

Il ritardo accumulato era anche poco considerata la situazione, solo 40 minuti, ma ovviamente è stato sufficiente a farmi tardare alla lezione di tedesco che aspetto per tutta la settimana!

Pensate che sia sufficiente? Invece no! Nel pomeriggio un black out della rete mi ha costretta a fare Sherlock Holmes per capire chi o cosa avesse causato un disservizio di ben 3 ore!

Finita la giornata di lavoro torno a casa e mi sorbisco un’ora (e intendo un’ora di orologio) di pianto e lagna di Nocciolina disperata perchè ha perso il brillantino che aveva portato a casa dall’asilo e che mi voleva regalare (all’asilo si usa strappare i brillantini dai vestiti..).

Insomma.. direi che il mio si può definire un “venerdì nero”: per evitare altri danni sono andata a letto prestissimo, e buona notte!

Mi è perfino venuto il dubbio che fosse Venerdì 17 (e io non sono superstiziona, ma..) e invece era SOLO il 16!!! Come è stato possibile??? E’ stato un venerdì nero solo per me? O che venerdì 16 sia peggio del 17 non è solo una mia impressione?

La scuola dei sogni

La mia Scricciolo ha BEN 8 anni e ormai è in terza elementare.

Quando ha iniziato la scuola il mio più grande terrore era quanto avrebbe potuto imparare ed apprendere in una scuola dove, ad oggi, lo stato sta togliendo tutto: finanziamenti, ore di compresenza, attività, e anche ore di lezione.

Lei frequenta la scuola 2 giorni fino alle 16.30 e i rimanenti 3 fino alle 12.30; questo perchè non ci sono abbastanza soldi/insegnanti o chissà cos’altro..

In uno scenario scolastico che è andato peggiorando di anno in anno e che ormai è allo sbando, quale sarà l’istruzione alla quale potranno accedere le mie figlie?
Mio padre ha studiato (in termini di livello scolastico) meno di me e ne ha sempre saputo di più su Storia, Geografia e tutte le materie di “base”. Nei suoi confronti mi sono sempre sentita un po’ in deficit, tanto da tentare sempre di batterlo nelle “gare” che io stessa (ingenuamente) gli proponevo.
Anche parlando con la mia prof delle medie, che ancora oggi sento e che considero il mio mito, abbiamo dovuto purtroppo constatare che la situazione è preoccupante.

Tuttavia, per onor di cronaca, una cosa a favore dell’esperienza finora vissuta devo dirla: le maestre di mia figlia, fin dalla prima elementare, ogni mese portano i bambini in biblioteca. Tutti gli alunni ora hanno la tessera e ogni mese prendono un libro.

Una cosa da poco? Non credo proprio! I libri sono cibo per la mente e leggere aiuta la mente a rimanere elastica, ad acquisire nuove conoscienze e informazioni e a cercare sempre qualcosa di nuovo. La mia Scricciolo, anche grazie a questo, legge molto e sta trasmettendo la sua passione anche a Nocciolina: una passione che aiuta a sognare! Molto, molto bene 🙂

Sarebbe bello che queste iniziative venissero esportate e dessero spunto a nuove idee e attività: i bambini hanno bisogno di avvicinarsi alla lettura, allo studio e, perchè no, al mondo reale.

Un’utopia? Forse..
Per il momento meglio concentrarsi sulle necessità primarie e ricordare allo stato, alle province e ai comuni che il riscaldamento nelle scuole è necessario! sig sig.. Viva l’Italia!

Un nuovo amico

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Per chi ama gli animali, il dolore che accompagna la perdita di un amico a quattro zampe lascia un vuoto difficilmente comprensibile a chi non ha mai avuto la gioia di condividere parte della propria vita con un cane.

Quando avevo 14 anni i miei genitori hanno portato a casa un cucciolino minuscolo (all’epoca aveva 40 giorni) per cercare di aiutarmi a superare una fobia nata da una brutta esperienza quando avevo solo 3 anni; Cachi mi ha accompagnata per ben 17 anni.. e perderlo è stato straziante.

Da allora la mia famiglia di origine ha sempre avuto un compagno a 4 zampe. Fino a qualche settimana fa ne avevamo in tutto 3:
Kiki: 10 anni, la nostra Golden Retriver, adottata da un “simpaticone” che si era stancato di averla;
Sabla: 15 anni, meticcio di mia mamma, piccola, fastidiosa e sclerotica, ma da qualcuno avrà preso 🙂 ;
Kira: 6 anni, Pastore Corso che mio fratello aveva in condivisione con mio padre e che, da dopo la partenza per Gran Canaria dell’invidiato fratellino, è rimasto in eredità al mio Daddy.

Qualche settimana fa, purtroppo, è morta Kira, lasciando tutti noi senza parole e mio padre solo e disperato.

Così è partita la ricerca che ci ha portati all’ENPA di Pavia domenica scorsa, dove abbiamo incontrato per la prima volta il nuovo membro della nostra famiglia: Rice, meticcio bianco e nero di due anni, immortalato in una pausa fra un salto gioioso e un’altro.
Rice è pronto a riportare gioia e affetto al Daddy e noi siamo pronti a dare la stessa gioia e lo stesso affetto a lui, quando arriverà!!!

Già, perchè l’iter di adozione per i cani ENPA non è velocissimo: per essere sicuri al 100% che gli animali finiscano in un posto sicuro e adatto, l’ENPA chiede al futuro proprietario di andare a trovare il cane 2 volte (per fare conoscenza), poi due volontari accompagnano l’amico a 4 zampe nella sua nuova casa, accertandosi che il posto sia adatto e chiedendo all’adottante di firmare una sorta di “patto etico” in tutela del cane.
Ma non è finita: i volontari faranno “visite a sorpresa” per accertarsi della salute dell’adottato!

Insomma: per quanto questo iter in questo momento non ci permetta di avere già a casa il nostro nuovo amico, sono positivamente colpita da queste attenzioni! E credo che possano essere un buon modo di assicurare una casa ad un cucciolo in cerca di famiglia.

Quindi invito tutti coloro i quali vogliano intraprendere la bellissima esperienza di condividere la propria vita con un nuovo amico a farsi avanti e a recarsi in una sede ENPA: troverete sicuramente un amico “speciale”che aspetta solo voi!

Oct 28, 2012 - Piccole Storie    1 Comment

Il Tunnel

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Come cantava Caparezza qualche anno fà “sono fuori dal tunnel”……

Ci sono entrato alle 7.30 di un lunedì mattina, non per sbaglio ma per scelta obbligata. Speravo in un viaggio bellissimo come quello di Alice quando riesce a uscire dalla porticina, avrei voluto incontrare i personaggi dei cartoni animati che mi hanno tenuto compagnia per tutti quei pomeriggi invernali dopo la scuola…

Tipo se avessi incontrato Holly mi sarebbe piaciuto proprio chiedergli di fare due tiri a pallone con me ed insegnarmi a calciare così forte da poter deformare la palla.

Oppure avrei voluto incontrare Giorgie, per dirle che alla fine era solo un Putanun….(come diceva la mamma di Artemio in Ragazzo di campagna).

Non dimentichiamo Sampei, pescatore grandi orecchie a sventola, un ragazzino che riesce a pescare i più terribili mostri acquatici… Manco fosse Jeremy Wade in River Monsters.

Invece sono sdraiato sul lettino della macchina per fare la risonanza magnetica e il mio tunnel non è altro che una macchina rumorosa, stretta e scomoda con l’obbligo di stare fermo immobile per circa 30 minuti…

Direi che di Alice non c’era proprio niente……

Persone speciali fanno cose speciali..

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Dicembre 2009: non ricordo bene la data in cui ho sentito per la prima volta parlare degli orrori di cui poi tutti siamo venuti a conoscienza.

All’epoca il mio Scricciolo aveva 5 anni e stava frequestando l’ultimo anno di asilo.
Nocciolina invece aveva appena 11 mesi e, mentre io ero in ufficio, veniva accudita amorevolmente da mia mamma.

Ho sentito la notizia la mattina, in macchina, mentre stavo andando al lavoro: una donna alla radio raccontava di un asilo di Pistoia, poi divenuto tristemente famoso, il “Cip e Ciop“, nel quale.. (faccio davvero fatica a scriverlo) dei bambini venivano sottoposti ad ogni genere di angheria e violenza da parte di due.. M(aestre)OSTRI.

Arrivata in ufficio ho iniziato a cercare informazioni, volevo sapere, ma non vedere.. e quando trovavo e leggevo, pensavo alle mie pupaz all’asilo/a casa e immaginavo a cosa avrei potuto fare a chi si fosse azzardato ad alzare un dito nei loro confronti..

Ho pensato che se fossi stata la mamma di una di quei bimbi mi sarei scagliata con una violenza inaudita su quelle M(aestre)OSTRI e avrei replicato con altrettanta violenza le cattiverie che quelle M(aestre)OSTRI avevano osato infliggere a dei BAMBINI..

Ma vi rendete conto? Come è possibile che esistano ESSERI a questo mondo che si accaniscono contro gli dei bambini indifesi, che ripongono negli adulti la loro fiducia e il loro affetto e si vedono ripagati con… arghhhh quello che provo è puro odio. E non riesco a trovare un briciolo di umanità i questo sentimento, che mi permetta, in qualche modo, di non sperare o aspicare tutte le cose peggiori a questi MOSTRI.

Poi sono “capitata” al  mammacheblog (ebbene si, sempre li.. 🙂 ).
Quel giorno, come già detto, ho conosciuto tantissime persone interessanti.

Tra queste una grandiosa Mamma Blogger con l’accento marcatamente toscano (adoro l’accento toscano.. ): Ilaria Maggi (@IlaeDintorni).

Sono bastate poche parole per capire che ero di fronte ad una persona davvero unica e speciale: Ilaria è “unadiquellemamme”, quelle nelle quali poche righe sopra cercavo di immedesimarmi.. Ma lei, a differenza della mia immaginazione, ha fatto ben più che spaccare la faccia ai mostri dell’asilo degli orrori.

Ilaria ha fondato l’associazione La via dei colori: ha fatto di questa tragedia la sua ragione di vita. L’associazione (cito letteralmente) “mira a fornire a chi lo richieda, informazioni riguardanti regolamenti, leggi, diritti e doveri delle strutture pubbliche e private quali ad esempio asili nido, materne e scuole in genere, ospedali, case di cura o altro”.

Vi rendete conto? Ilaria, la GRANDISSIMA ILARIA, ha dato vita ad un “punto di incontro” e di informazione per tutti coloro i quali, spaesati da una notizia che sconvolge la vita, non sanno a chi rivolgersi e da dove cominciare, estendendo il suo obiettivo a tutte le strutture pubbliche.

Cos’altro dire? Leggete leggete leggete.. e capirete con chi abbiamo a che fare! 🙂
Fate conoscere  La via dei colori, fate SPAM sulle bacheche, mettete il link all’associazione nei vostri Blog/profili Facebook/ siti e quant’altro perchè la conoscenza è POTERE e chi sa a chi rivolgersi in caso di bisogno è già sulla via della soluzione.

Forza Ilaria! 🙂

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