Come ti salvo la vita (o almeno ci provo…)

manovreCBI

Quando Nocciolina aveva solo 3 mesi, mi è capitato di assistere ad una scena che non auguro nemmeno alla mia peggior mamma-nemica.

Mentre stava giocando sul tappetino in sala con Scricciolo, io stavo colando la pasta in cucina, immersa nei pensieri di una perfetta “CasalingaTemporaneaLavoratriceInMaternità”.

Nel giro di pochi minuti, un pianto “strano” e un silenzio ancora più strano avevano investito la sala. Sono corsa a vedere e ho trovato Nocciolina sdraiata a pancia in su in uno stato di semi-incoscienza che emetteva un suono surreale. Il panico mi ha avvolta, l’ho presa in braccio e ho cominciato a urlare chiedendo aiuto: ho aperto la porta con un calcio e ho chiamato con tutta la voce mentre dicevo a Scricciolo di comporre il numero di mia madre. La mia piccola, colta da un attacco di MarioMerolite, aveva inscenato uno dei più brutti scherzi che una bimba così piccola possa fare alla madre: Spasmo Affettivo. Così ho scoperto che esiste questa forma di “richiesta di aiuto/attenzione” da parte di un bambino quando qualcosa lo spaventa o quando sperimenta una frustrazione o un dolore.

A mente fredda, dopo lo scampato infarto mammifero, mi sono resa conto di essere totalmente impreparata ad eventi di emergenza che necessitino di un’azione veloce e mirata.

In quel preciso momento ho deciso che avrei seguito un corso di primo soccorso.

Ci ho messo ben 4 anni, ma alla fine ce l’ho fatta! E per fissare bene i concetti, l’ho seguito ben 2 volte! La prima a Dicembre, la seconda a Marzo.

Ce ne sono tantissimi sul tutto il territorio e tutti proposti da enti qualificati e da personale preparatissimo e VOLONTARIO (a quanto pare di Angeli in terra ce ne sono ancora!).

Io ho seguito il corso “Disostruzione delle vie aeree nel bambino e nell’adulto” organizzato da Croce Bianca.

L’incontro è rivolto a tutti: genitori e insegnanti, che sono normalmente a contatto con i bambini, ma anche a tutti i cittadini  che vogliano ‘SAPERE COSA FARE’, perché in quel momento può essere fondamentale, può essere di vitale importanza per salvare un essere umano.

Durante la prima parte, i Volontari spiegano, con l’aiuto di slide, come riconoscere i sintomi di ostruzione delle vie aeree, nell’infante, nel bambino e nell’adulto, e quali sono i passi da seguire per attuare un intervento mirato e, soprattutto, più efficace possibile. Nella seconda parte, con l’aiuto di manichini e “volontari manichini” si mettono in pratica le manovre apprese con la teoria: disostruzione delle vie aeree e massaggio cardiaco.

Due ore dense e molto intense, dove si scopre che, ogni anno, almeno 50 bambini perdono la vita a causa di soffocamento da corpo estraneo ingerito accidentalmente, ma anche perché chi li assiste sin dai primi drammatici momenti non è a conoscenza del modo corretto con cui intervenire. Dove si impara che la prima cosa da fare è chiamare il 118, che è fondamentale dare i riferimenti del luogo in cui ci si trova, che NON VANNO CACCIATE LE DITA IN GOLA a chi sta soffocando, che il fare la cosa giusta può fare la differenza tra la vita e la morte, anche se ci sembra di poter fare poco…

Si impara che dietro il 118 c’è una rete di medici in ascolto che, mentre noi descriviamo l’accaduto, analizza i sintomi e allerta l’operatore più vicino e che, alla fine, non siamo mai soli, perchè il 118 resta in contatto con noi fino a quando non arrivano i soccorsi.

Ora più che mai posso dire che non solo TUTTE LE MAMME, ma che TUTTI GLI OPERATORI che sono in contatto giornalmente con i bambini dovrebbero essere obbligati a  seguire un corso di questo tipo. Per imparare “I cinque colpi che salvano una vita” e dare una speranza in più a chi si trova in difficoltà.

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