E tu cosa fai di fronte ai capricci?

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Le pupaz hanno 8 e 4 anni e due caratteri decisamente diversi.

Quando è nata Scricciolo è stata una festa: prima nipote per tutti i nonni e poi femmina, bionda, paffuta e sempre sorridente.
Per lei la nonna materna è impazzita: alla sua “bambola di porcellana” ha regalato e regala qualsiasi cosa le passi per la mente. Giocattoli, puzzle, vestiti di ogni genere e tipo.
Il maritozzo si è subito sciolto sotto l’influsso di quello sguardo verde.

Nocciolina è arrivata a quasi 5 anni di distanza ma la reazione è stata la medesima. I suoi occhioni marroni e il sorriso irresistibile hanno immediatamente conquistato tutti.

Insomma: le mie figlie sono come le Sirene dell’Odissea: ti ammaliano, ti attirano.. e poi ti fregano!

Sono dolci, amichevoli e civettuole, ma quando desiderano qualcosa o non vogliono fare qualcos’altro si trasformano in due troll dispettosi.

Così succede che la voce angelica e il sorriso che scalda di Scricciolo si trasformino in uno stridula e fastidiosa smorfia che ripete incessantemente “uffa, allora dillo, va bhe, sei cattivo…” e che il faccino adorabile e le frasette dolci di Nocciolina si tramutino in quel suono e atteggiamento che le è valso il soprannome di “Nessy” (come il mostro di Lockness).

Quello è il momento in cui il capriccio si impossessa di quei due piccoli esserini e prende il sopravvento vagando irato per casa.

Cosa può fare un povero genitore quando tale mostro cerca di destabilizzarlo e di cancellare qualsiasi barlume di lucidità?

Una sola parola: ZEN!

Si circuisce l’essere cercando di non rimanere ferito e si cerca di arginare il comportamento pericoloso.
Si cerca di richiamare l’atteggiamento amorevole delle dolci bambine di qualche minuto prima chiedendo che si calmino in qualche angolo della casa prima di proseguire nella discussione (po’ come dice la famosa tata Lucia).

Tutto apparentemente facile. Ma nella realtà dei fatti questa è una lotta giornaliera e plurioraria, fatta di “ti metto seduta per X minuti così hai modo di calmari e pensare”, “mi vuoi spiegare cosa è successo?” ecc.. E quando questa lotta diventa da una delle due parti “insostenibile” ecco che esce il demone!

Io sono piuttosto “indemoniabile”, ma nonostante questo ho capito che il modo migliore per affrontare un capriccio, o anche una situazione apparentemente difficile, sia quello di fare tanto tanto tanto ZEN, tanto tanto tanto Yoga, respirare a fondo per evitare di commettere un pupicidio e IGNORARE un capriccio inutile, dando peso invece a cio’ che di buono viene fatto e lasciando che il pupame abbia il tempo di rendersi conto che quell’atteggiamento non porta nessun frutto.

E se tutto cio’ non funziona?
Beh, in questo caso, guardiamo sempre a Oriente: harakiri!

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