La maledizione del compito perduto

compiti

 

Chiunque abbia un figlio di età compresa tra 8 e 2657 anni, sa di che cosa parlo…

Una volta entrati nel turbine dei compiti non c’è via d’uscita: vieni risucchiato e addio! E’ stato bello conoscerti…

E io sono ancora abbastanza giovane per sapere che questa sensazione di smarrimento non finirà mai… perché sia come figlio che come genitore l’incubo compiti ti perseguita senza tregua.

Ecco quindi che tutte le sere si ripete lo stesso rito: “ecco i compiti per domani” “ok, inizia a farli” “io non li so fare da sola… e non si fanno così la maestra dice che vanno fatti in un altro modo… cavoli io odio la matematica/storia/grammatica (a discrezione del soggetto e del momento contingente)… uffa quanti compiti… io sono stanca… ho mal di testa… ma domani non ho la verifica…”

E mentre la mamma disperata fa appello a tutta la forza innata (essendo cavaliere Jedi da quando ha partorito) per evitare di strozzare il figliolo frignante, i compiti arrivano inesorabilmente al compimento e la serata volge al termine.

Ma di tanto in tanto capita che, proprio quando il cavaliere Jedi crede che la sua missione sia volta al termine e sta per riporre la spada laser nella cintura, un ultimo efferato compito, dimenticato nel diario o addirittura lasciato alla memoria dello sbadato pupillo, sbuca da sotto il letto e urla vendetta!

E la solfa ricomincia… “io non li so fare da sola… e non si fanno così la maestra dice che vanno fatti in un altro modo… cavoli io odio la matematica/storia/grammatica… uffa quanti compiti… io sono stanca… ho mal di testa… ma domani non ho la verifica…”

Cara mamma/Jedi, che la forza sia con te!

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