Di orecchini e di crescite (quasi) inaspettate

orecchino

Questo periodo dell’anno è caratterizzato da una miriade di impegni che travolgono tranquille e pacate famiglie in un turbine di eventi: feste di fine anno, pizzate, saggi, colloqui e preparazione all’estate.

In questo tornado di appuntamenti, per la nostra famiglia, quest’anno è caratterizzato dalla fine di un’epoca: la remigina Nocciolina sta per abbandonare la scuola materna!

Ebbene si: la piccola di casa è cresciuta e si prepara alla scuola! Mamma emozionata e intenerita!!!!

Ma se credete che accettato questo per noi sia finita vi sbagliate di grosso! Bimbafashion, alias Nocciolina, alias “mammaguardachesonogrande”, ha regalato altre due perle, o meglio schiaffi, al nostro orgoglio di genitori di “bimba piccola”.

Prima perla: dopo aver inutilmente insistito per mesi e dopo essere stata “sedata” con la scusa del saggio di danza, Bimbafashion ha categoricamente deciso che era finito il tempo dei capelli lunghi e ha insistito finché la mannaia del parrucchiere non si è abbattuita sulla sua lunga chioma (sig sig…)

Secondo colpo: con uno strategico elenco di “pro” (e di “contro” occultati) ha convinto la sottoscritta ad anticipare di qualche mese l’applicazione degli orecchini (“mamma poi inizia la scuola, meglio adesso così mi curi meglio…”).

Ora sottopongo a voi questa domanda: mi sto rimbambendo io o lei è decisamente decisamente decisamente TROPPO avanti???? 😮

 

Come ti salvo la vita (o almeno ci provo…)

manovreCBI

Quando Nocciolina aveva solo 3 mesi, mi è capitato di assistere ad una scena che non auguro nemmeno alla mia peggior mamma-nemica.

Mentre stava giocando sul tappetino in sala con Scricciolo, io stavo colando la pasta in cucina, immersa nei pensieri di una perfetta “CasalingaTemporaneaLavoratriceInMaternità”.

Nel giro di pochi minuti, un pianto “strano” e un silenzio ancora più strano avevano investito la sala. Sono corsa a vedere e ho trovato Nocciolina sdraiata a pancia in su in uno stato di semi-incoscienza che emetteva un suono surreale. Il panico mi ha avvolta, l’ho presa in braccio e ho cominciato a urlare chiedendo aiuto: ho aperto la porta con un calcio e ho chiamato con tutta la voce mentre dicevo a Scricciolo di comporre il numero di mia madre. La mia piccola, colta da un attacco di MarioMerolite, aveva inscenato uno dei più brutti scherzi che una bimba così piccola possa fare alla madre: Spasmo Affettivo. Così ho scoperto che esiste questa forma di “richiesta di aiuto/attenzione” da parte di un bambino quando qualcosa lo spaventa o quando sperimenta una frustrazione o un dolore.

A mente fredda, dopo lo scampato infarto mammifero, mi sono resa conto di essere totalmente impreparata ad eventi di emergenza che necessitino di un’azione veloce e mirata.

In quel preciso momento ho deciso che avrei seguito un corso di primo soccorso.

Ci ho messo ben 4 anni, ma alla fine ce l’ho fatta! E per fissare bene i concetti, l’ho seguito ben 2 volte! La prima a Dicembre, la seconda a Marzo.

Ce ne sono tantissimi sul tutto il territorio e tutti proposti da enti qualificati e da personale preparatissimo e VOLONTARIO (a quanto pare di Angeli in terra ce ne sono ancora!).

Io ho seguito il corso “Disostruzione delle vie aeree nel bambino e nell’adulto” organizzato da Croce Bianca.

L’incontro è rivolto a tutti: genitori e insegnanti, che sono normalmente a contatto con i bambini, ma anche a tutti i cittadini  che vogliano ‘SAPERE COSA FARE’, perché in quel momento può essere fondamentale, può essere di vitale importanza per salvare un essere umano.

Durante la prima parte, i Volontari spiegano, con l’aiuto di slide, come riconoscere i sintomi di ostruzione delle vie aeree, nell’infante, nel bambino e nell’adulto, e quali sono i passi da seguire per attuare un intervento mirato e, soprattutto, più efficace possibile. Nella seconda parte, con l’aiuto di manichini e “volontari manichini” si mettono in pratica le manovre apprese con la teoria: disostruzione delle vie aeree e massaggio cardiaco.

Due ore dense e molto intense, dove si scopre che, ogni anno, almeno 50 bambini perdono la vita a causa di soffocamento da corpo estraneo ingerito accidentalmente, ma anche perché chi li assiste sin dai primi drammatici momenti non è a conoscenza del modo corretto con cui intervenire. Dove si impara che la prima cosa da fare è chiamare il 118, che è fondamentale dare i riferimenti del luogo in cui ci si trova, che NON VANNO CACCIATE LE DITA IN GOLA a chi sta soffocando, che il fare la cosa giusta può fare la differenza tra la vita e la morte, anche se ci sembra di poter fare poco…

Si impara che dietro il 118 c’è una rete di medici in ascolto che, mentre noi descriviamo l’accaduto, analizza i sintomi e allerta l’operatore più vicino e che, alla fine, non siamo mai soli, perchè il 118 resta in contatto con noi fino a quando non arrivano i soccorsi.

Ora più che mai posso dire che non solo TUTTE LE MAMME, ma che TUTTI GLI OPERATORI che sono in contatto giornalmente con i bambini dovrebbero essere obbligati a  seguire un corso di questo tipo. Per imparare “I cinque colpi che salvano una vita” e dare una speranza in più a chi si trova in difficoltà.

La maledizione del compito perduto

compiti

 

Chiunque abbia un figlio di età compresa tra 8 e 2657 anni, sa di che cosa parlo…

Una volta entrati nel turbine dei compiti non c’è via d’uscita: vieni risucchiato e addio! E’ stato bello conoscerti…

E io sono ancora abbastanza giovane per sapere che questa sensazione di smarrimento non finirà mai… perché sia come figlio che come genitore l’incubo compiti ti perseguita senza tregua.

Ecco quindi che tutte le sere si ripete lo stesso rito: “ecco i compiti per domani” “ok, inizia a farli” “io non li so fare da sola… e non si fanno così la maestra dice che vanno fatti in un altro modo… cavoli io odio la matematica/storia/grammatica (a discrezione del soggetto e del momento contingente)… uffa quanti compiti… io sono stanca… ho mal di testa… ma domani non ho la verifica…”

E mentre la mamma disperata fa appello a tutta la forza innata (essendo cavaliere Jedi da quando ha partorito) per evitare di strozzare il figliolo frignante, i compiti arrivano inesorabilmente al compimento e la serata volge al termine.

Ma di tanto in tanto capita che, proprio quando il cavaliere Jedi crede che la sua missione sia volta al termine e sta per riporre la spada laser nella cintura, un ultimo efferato compito, dimenticato nel diario o addirittura lasciato alla memoria dello sbadato pupillo, sbuca da sotto il letto e urla vendetta!

E la solfa ricomincia… “io non li so fare da sola… e non si fanno così la maestra dice che vanno fatti in un altro modo… cavoli io odio la matematica/storia/grammatica… uffa quanti compiti… io sono stanca… ho mal di testa… ma domani non ho la verifica…”

Cara mamma/Jedi, che la forza sia con te!

Feb 22, 2014 - HomeSweetHome    No Comments

Voglia di…

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Mare, tramonto, tranquillità…

Il rumore delle onde e il profumo del mare mi riempie e m rilassa.

Si, lo ammetto: sono meteoropatica.

E AMO il mare. Quando sono qui mi sembra che tutto vada bene, che non ci sia una sola cosa al mondo che possa turbare a mia vita.

Il mare lo sento dentro… e mi rilassa, mi riempie, colma le lacune e porta via con se tutti i pensieri negativi.

Le onde mi “puliscono” l’anima trascinando con se la tristezza e il senso di sconfitta.

E lasciano dietro di se, e dentro di me, solo pace e tranquillità…

Feb 18, 2014 - HomeSweetHome    No Comments

Amicizia e tempo

AmiciziaTempoE’ proprio quando meno te lo aspetti che arriva come una bomba. La consapevolezza. La realtà.

Passi mesi, forse anni, a cercare di far finta di niente e poi un messaggio su whatsapp e capisci che ti stai perdendo.

Stai perdendo delle relazioni che fino a qualche tempo fa colmavano i tuoi vuoti, stai perdendo quegli amici che vedevi a intervalli regolari altrimenti non si stava bene…

Stai perdendo

E ti trovi a domandarti “Perché è successo?”

Una risposta ce l’hai: “il tempo“… Il mio TEMPO, il loro TEMPO, il TEMPO dedicato al lavoro, alla spesa, alla casa, alla pigrizia… IL TEMPO è ciò che allontana, come il tempo è ciò che avvicina.

Due i messaggi che stanotte non mi fanno dormire.

Il primo di un’amica che sta lottando al fianco di una sua carissima amica: di fronte alle avversità e ai problemi lei è li, accanto, e la sostiene. Con le lacrime agli occhi per la commozione ho desiderato un’amicizia così forte, così pura. E m sono chiesta se ce l’ho ancora.

Perché un tempo l’avevo, era grande, pura e forte… Ma che fine ha fatto?

Il TEMPO me l’ha portata via… O io non ho saputo tenerla… O io non riesco più a vederla…

Perché lei è li… tra di noi… e probabilmente aspetta che entrambi ci rendiamo conto che è finito il TEMPO! Che dobbiamo ritagliarci i nostri spazi…

Il secondo messaggio, un’altra amica, che con una “catena” mi dice che m vuole bene… Una che non è tipo da catene… Ecco… allora C’E’ ancora tempo…

Si, ne sono sicura… 🙂

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