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Blog Tank: Rosa è femmina

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Vista l’esplosione di pance a cui sto assistendo, questo mese mi è sembrato opportuno anteporre al titolo “Blog Tank”, a scanso di equivoci! 🙂

Benchè il rosa sia il colore universalmente è associato alle femmine, in passato era considerato simbolo di virilità e associato, quindi, ai maschietti, come ci ricorda un articolo del “ilGiornale”Grazia che, nel celebrarne l’eleganza e il romanticismo, ci ricorda che in origine era associato agli individui di sesso maschile.

Cosa è successo allora? Come è possibile che sia diventato il colore delle donne, delle bambine, della fragilità? Non ho trovato una risposta ma in un altro bellissimo post  si fa qualche ipotesi plausibile.

Insomma, pare che in un modo o nell’altro debba farmi piacere il rosa! Eppure non ce la faccio! Non mi è mai andato giu!

Quando ero incinta di Scricciolo, al 7° mese di gravidanza ancora la signorina non si era degnata di mostrarsi. Nella preparazione delle tutine e del “corredo” per l’arrivo della primogenita, quindi, non mi è stato molto difficile “proibire” ad amici e parenti doni di questo colore.

Ma confesso che anche quando abbiamo saputo che sarebbe stata una “lei”, i miei acquisti sono stati variopinti: verde, giallo, blu.. tanto che la cassiera mi ha fatto gli auguri per “il bel maschietto.. ormai ci siamo!” e io orgogliosa di averla tratta in inganno: “veramente è femmina!” 🙂

La mia battaglia, però, era appena cominciata! Il mondo cospira contro di me e a favore del rosa!
Hai una bimba? Ecco un meraviglioso completino ROSA, uno stupendo giacchino ROSA, un cerchietto ROSA, le scarpine ROSA (e magari anche con un sacco di frou frou!!), le calzine ROSA e carrozzine e passeggini ROSA! Anche i peluche per le bambine hanno sempre QUAlCOSA DI ROSA!!!

Pare che le bambine non possano che essere circondate da questo colore! Chiunque pensi di fare un regalo ad una neo arrivata SBAM! Ti colpisce con qualcosa di rosa.
E questa persecuzione continua negli anni.
Finanche le camerette sono ROSA!!!! Basta, basta basta! Non se ne può più!

E se un maschietto decidesse che la sciarpina rosa gli piace e gli sta anche bene? Dio ce ne scampi e liberi! No, no, no.. non si può! Non vorrai mica che diventi gay!!!
A volte mi domando se sia possibile nel 2013 essere ancora così “ottusi” da legare la sessualità di un bambino alla scelta di un colore!

Con due bimbe femmine è stata davvero dura, ma qualche battaglia l’ho vinta anche io: piuttosto che le pareti rosa, ho disegnato un prato e il cielo e, grazie a ikea, i mobili della cameretta seguono la stessa logica! La parte sotto verde e la parte sopra azzurra 🙂

A questo punto qualche nota rosa la posso anche ammettere, ma non esageriamo però!!!! 🙂

Il primo dono che fai a tuo figlio è il nome

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Il tema che questo mese ci propone Donna Moderna Bambino è forse quello che si può considerare la prima vera chiacchierata/decisione che due genitori prendono nei confronti del pargolo (ovviamente dopo quella di avere un bambino!): “quale nome avrà il pupillo?”

Benchè rispetto alle decisioni che si prospettano nel futuro dei due temerari ci sia indubbiamente qualcosa di molto molto più “decisivo” e “pericoloso”, questa prima scelta è qualcosa che accompagnerà per il resto della vita quel simpatico esserino che sta per travolgere le esistenze di una (quasi) ignara coppia.

Come tutte le decisioni di un certo peso, in genere provoca qualche discussione, dialoghi infiniti e innumerevoli considerazioni.

Mi sono trovata due volte in questa situzione e per ben due volte ho dovuto fare i conti con alcune regole fondamentali che scandiscono le tappe di questo iter decisionale:
1) La percezione della bellezza di un nome è qualcosa di decisamente personale: nemmeno la persona a voi più vicina appoggerà indistintamente tutte le vostre proposte
2) La scelta del nome non è una cosa che riguarda solo i genitori: mi spiace, ma è un dato di fatto. Amici e soprattutto parenti faranno a gara per proporre il nome secondo loro più appropriato o per elargire considerazioni riguardo quelli da voi proposti. Se poi sarete abbastanza forti, riuscirete a fre orecchie da mercante!
3) La proporzione tra cognome e futuro nome non è un dettame e  varia a seconda della impronunciabilità del cognome, della lunghezza dello stesso e, guarda un po’.. del gusto! Io ad esempio ho sempre pensato che nome e cognome non dovessero avere lunghezza sproporzionata per mantenere un certo “equilibrio”, molti invece ritengono che con un cognome lungo, ci voglia un nome corto. Ma con un cognome corto? Va bene un nome lungo?
4) La nazione di appartenenza del pupillo non deve essere necessariamente un ostacolo alla scelta, ma è bene che la pronuncia di un nome straniero sia universalmente conosciuta e che non dia origine, essendo noi italiani, alla sensazione che il pupo di casa diventerà un giorno il prossimo esponente di Cosa Nostra!
5) La trappola dell’associzione nome/cognome ridicolo è sempre in agguato anche a causa del successivo punto
6) La scelta del nome è indissolubilmente legata a due simpatici giochi:
il gioco delle rime
il gioco del “conosco uno/una con quel nome”

Entrambi questi giochi danno luogo a spiacevoli inconvenienti.

Il primo ti porta a cercare rime con qualsiasi nome e a mandare in Black List nomi che prima erano al posto numero 1 o 2 della tua classifica a causa di una rima escogitata da qualche amico/parente (vedi sopra); oppure porta i genitori a rassegnarsi al fatto di aver messo al figlio un nome che fa rima con qualcosa di inesorabilmente spiacevole.

Il secondo porta ad associare i nomi a persone che, immancabilmente, troviamo antipatiche, fastidiose, egoiste, ecc..

Come uscire da questo guado? Sorry ma non vi è via d’uscita! Bisogna passarci. E superarlo a testa alta!

L’unico consiglio che mi sento di dare è: ascoltate in modo critico, non fatevi influenzare. Scegliete il nome che più vi piace, magari andando a cercare il vero significato o origine del nome, indipendentemente dal fatto che sia stato affibiato alla figlia insopportabile del vicino.

Personalmente ho usato, come dicevo, la tecnica “significato/origine”, della proporzione tra nome e cognome, associata ad una buona dose di “non mi interessa cio’ che pensano gli altri” ed ho scovato per le mie due pupaz due nomi Italiani di cui non credo mi pentirò mai.

E ora: buona caccia!

E tu cosa fai di fronte ai capricci?

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Le pupaz hanno 8 e 4 anni e due caratteri decisamente diversi.

Quando è nata Scricciolo è stata una festa: prima nipote per tutti i nonni e poi femmina, bionda, paffuta e sempre sorridente.
Per lei la nonna materna è impazzita: alla sua “bambola di porcellana” ha regalato e regala qualsiasi cosa le passi per la mente. Giocattoli, puzzle, vestiti di ogni genere e tipo.
Il maritozzo si è subito sciolto sotto l’influsso di quello sguardo verde.

Nocciolina è arrivata a quasi 5 anni di distanza ma la reazione è stata la medesima. I suoi occhioni marroni e il sorriso irresistibile hanno immediatamente conquistato tutti.

Insomma: le mie figlie sono come le Sirene dell’Odissea: ti ammaliano, ti attirano.. e poi ti fregano!

Sono dolci, amichevoli e civettuole, ma quando desiderano qualcosa o non vogliono fare qualcos’altro si trasformano in due troll dispettosi.

Così succede che la voce angelica e il sorriso che scalda di Scricciolo si trasformino in uno stridula e fastidiosa smorfia che ripete incessantemente “uffa, allora dillo, va bhe, sei cattivo…” e che il faccino adorabile e le frasette dolci di Nocciolina si tramutino in quel suono e atteggiamento che le è valso il soprannome di “Nessy” (come il mostro di Lockness).

Quello è il momento in cui il capriccio si impossessa di quei due piccoli esserini e prende il sopravvento vagando irato per casa.

Cosa può fare un povero genitore quando tale mostro cerca di destabilizzarlo e di cancellare qualsiasi barlume di lucidità?

Una sola parola: ZEN!

Si circuisce l’essere cercando di non rimanere ferito e si cerca di arginare il comportamento pericoloso.
Si cerca di richiamare l’atteggiamento amorevole delle dolci bambine di qualche minuto prima chiedendo che si calmino in qualche angolo della casa prima di proseguire nella discussione (po’ come dice la famosa tata Lucia).

Tutto apparentemente facile. Ma nella realtà dei fatti questa è una lotta giornaliera e plurioraria, fatta di “ti metto seduta per X minuti così hai modo di calmari e pensare”, “mi vuoi spiegare cosa è successo?” ecc.. E quando questa lotta diventa da una delle due parti “insostenibile” ecco che esce il demone!

Io sono piuttosto “indemoniabile”, ma nonostante questo ho capito che il modo migliore per affrontare un capriccio, o anche una situazione apparentemente difficile, sia quello di fare tanto tanto tanto ZEN, tanto tanto tanto Yoga, respirare a fondo per evitare di commettere un pupicidio e IGNORARE un capriccio inutile, dando peso invece a cio’ che di buono viene fatto e lasciando che il pupame abbia il tempo di rendersi conto che quell’atteggiamento non porta nessun frutto.

E se tutto cio’ non funziona?
Beh, in questo caso, guardiamo sempre a Oriente: harakiri!

Un lavoro a misura… di mamma

Girando per la rete in cerca di ispirazione e di “buone notizie” ho scovato un’iniziativa molto interessante di Donna Moderna Bambino.

Si chiama BlogTank: ogni mese viene proposto un argomento, uno spunto di riflessione sulla posizione delle mamme nelle aziende e in generale nel mercato del lavoro, al fine, si dice, di migliorare la vita delle mamme.

Non so se questo miglioramento possa essere reale, vista la terribile burocrazia, le abitudini frequenti dei datori di lavoro di ignorare qualsivoglia esigenza di una donna/mamma e i ricatti morali a cui donne e mamme (ma non solo..) sono sottoposte ogni giorno per la necessità di avere un lavoro e portare a casa il “santo stipendio”, ma l’argomento è interessante e vale sempre la pena discuterne, capire e.. perchè no? SPERARE! 🙂

Quindi mi aggrego a questa iniziativa con molta gioia e vi invito a fare lo stesso.
Eccomi! Sono una BlogThinker!!!

 

L’argomento di questo mese è: conciliazione famiglia-lavoro.

Da una ricerca condotta da DMBambino su 5917 donne “l’80% lavora e il 13,8% non rinuncerebbe mai al lavoro, per tutte il tempo libero è sempre poco, sempre meno”.

Io sono parte di quel 13,8%: amo il mio lavoro e lo faccio con passione, tanto, purtroppo, da portarmi a casa la sera pensieri e idee per il successivo giorno.
Sono informatica, mi piace creare, testare, cercare la perfezione di quello che ho sviluppato, e questo mette a dura prova la mia capacità di “staccare” quando arrivo a casa. Ma è parte di me, e mi piace avere questa passione.

D’altra parte mi rendo conto che con un lavoro full time a Milano (30 km da casa mia) il tempo che riesco a dedicare alle pupaz ogni giorno è proprio poco.

Quale sarebbe per me l’optimum?
Il tanto sospirato e da molte mamme desiderato lavoro part time (anche 6 ore filate) che permetterebbe di essere a casa in un orario ragionevole, di essere presente nei pomeriggi di studio e gioco post scuola/asilo e anche di evitare il traffico delle ore di punta (e quindi risparmiare tempo da impiegare in altro modo); oppure la possibilità di lavorare parzialmente da casa: onestamente credo che il contatto con i colleghi sia fondamentale e stimolante, quindi non lo eliminerei totalmente a favore di un totale HomeWorking, ma una flessibilità in tal senso aiuterebbe me e sicuramente moltissime donne e mamme.

Ma questo è cio’ che vorrei.. come concilio invece, oggi, un lavoro full time, due pupaz esigenti, una vita di famiglia, cane, gatto, tartarughe e.. “bytheway” anche la mia passione per il WEB, Blog e social network?

CORRENDO, ORGANIZZANDO e MESCOLANDO!
Non sono capace di stare ferma ne’ di rinunciare a tutto questo! Quindi la mia soluzione al momento è:
cercare di amalgamare esigenze pratiche ad esigenze psicologiche. Le bimbe vogliono stare con me, io voglio fare qualcosa di speciale da mangiare: prepariamo tutte insieme.. il tempo raddoppia, ma siamo felici tutti!
approfittare di ogni momento libero per dedicarmi alle mie passioni private: le pupaz vanno a nanna e io comincio a scrivere sul blog o a pasticciare col FIMO.
organizzare dettagliatamente le giornate più piene: fare un piano dettagliato di cio’ che devo fare, elencare le attività e spuntarle una volta fatte, proprio come in ufficio! E’ un po’ “malato” ma funziona! 🙂
correre: non fermarsi mai.. non credo sia buono, ma al momento è cio’ che faccio. A sera, però, arrivo devastata!

E se qualcuno avesse dei suggerimenti in merito, è pregato di lasciare la sua impronta: gliene sarei estremamente grata! Di buoni consigli non se ne ha mai abbastanza!  🙂

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