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Jul 25, 2012 - Che Musica!, Eventi    No Comments

Finalmente in saletta

Sono passati 3 mesi dall’incidente, ma come dice il detto “il tempo sistema le cose”, e finalmente sono tornato in saletta.

Non più tardi di un mese fà mio fratello (il bassista della band), mentre cercavamo un nome da dare alla band, mi disse che secondo lui sarei tornato a suonare con loro a Luglio.
Io in quel momento l’ho guardato con aria incredula, certo del fatto che non sarebbe accaduto vedendo gli scarsi risultati del mio recupero, invece è successo….

Ho assaporato la cosa un paio di settimane fà quando nel pomeriggio di un mercoledì ho preso la mia chitarra, per provare la posizione più comoda, mi sono caricato e con qulche difficoltà sono riuscito a suonare 3 accordi in sequenza…. Allora si può fare!!!!!!!!

Dopo 2 settimane di esercizi domenica sera mi sono presentato davanti all’amplificatore acceso e il resto della band pronta…. 1..2.. 3.. 4.. La musica inizia e io riesco a suonare con gli altri.

Inizio il pezzo con un suono pulito ma a metà devo avere un suono distorto quindiiiiii….. premo il pedale e il suono spacca…
Già il PEDALE… Tutta la storia del mio incidente è legata a quel pedale perchè il tutto è successo il giorno che ho comprato il pedale.

E così, con pedale nuovo (o quasi) la mia fidata chitarra elettrica Hand Made e tanta tanta tanta voglia di suonare, ho passato le mie prime 4 ore in saletta dopo quel maledetto 26 Aprile. Ed è solo Luglio!

Finalmente sono ritornato a suonare con la mia band, mi è mancata un sacco ma “il tempo sistema le cose

Nuova vita e nuova voce….

Ok: diciamo che mi piacciono le chitarre e se potessi ne prenderei mille solo per la loro bellezza.

Ma purtroppo non posso, quindi ho deciso di aggiungere una nuova e fiammante amata facendo un restyling di una chitarra già mia.

LEI l’ho presa qualche anno fa come primo strumento di studio, quindi è stata una scelta non molto oculata, anzi direi senza tener conto di nulla, ma pensando solo all’aspetto economico.

Adesso però è arrivato il momento di darle nuova vita e voce!

Per iniziare ho passato un po’ di giorni a gironzolare per la rete cercando le informazioni utili al mio progetto e mi sono messo all’opera. Qui trovate il sito che mi ha ispirato e giudato più di tutti anche se io partivo un po’ avantaggiato!

Dovete sapere che per rinnovare una chitarra i passi da fare non sono molti:

  1. smontare
  2. sverniciare
  3. trattare
  4. rimontare

Semplice, vero? Nemmeno un po’! Ma detto così mette molta voglia di provarci!

Ho incominciato con lo smontere tutte le parti dividendole con cura per un più semplice rimontaggio.

Finita la prima fase ho iniziato a lavorare sul body: essendo verniciato di un rosso fiammante del quale mi volevo liberare, ho dovuto togliere lo strato di vernice.
Per fare ciò mi sono procurato uno sverniciatore, facilmente reperibile in qualsiasi negozio di fai da te.
Questo deve essere steso sulla vernice con un pennello e poi và lasciato un’oretta ad agire; meglio se incidete dei tagli superficiali prima di stendere il prodotto per accelerarne l’azione.

Quando la vernice incomincia a presentare delle bolle, con una spatolina si gratta via la stessa.
Sembra un lavoro veloce ma non lo è affatto: nei punti dove il prodotto fà più fatica a penetrare bisogna ripetere l’operazione.
In totale per riuscire a togliere completamente la vernice ho impiegato tre giorni, ovviamente non otto ore al giorno!

Questa prima operazione permette di rimuovere totalmente il colore ma lascia la superficie grezza e ruvida.

Ho deciso di non toccare il manico perchè non essendo un liutaio non volevo combinare qualche guaio!

Una volta portato il corpo della chitarra al colore naturale del legno ho passato una carta vetrata molto fine fino a rendere l’intera superficie quasi vellutata.
Per questa operazione ci vuole pazienza e delicatezza, ma la resa è davvero spettacolare!

Incantato dal risultato ho quindi deciso di lasciarla del colore naturale del legno.

È quindi iniziata una nuova e approfondita ricerca e sempre grazie alla rete ho scoperto che il legno delle chitarre viene trattato con la gomma lacca, anche questa è di facile reperibilità.

La stesura avviene imbevendo un panno di lino e operando dei cerchi fino all’assorbimento.
Avete presente karate kid “dai la cera togli la cera”???…

Anche questa operazione non viene “buona la prima” ma bisogna ripeterla diverse volte: io ho raggiunto la piena soddisfazione alla quinta applicazione.

A questo punto del lavoro è passata una settimana da quando ho iniziato.

Dicevo che oltre a un lifting estetico volevo darle nuova voce……

Prima dello smontaggio LEI cantava utilizzando un single coil centrale e due humbuker su ponte e manico (la chitarra è un modello tipo stratocaster), ma ora volevo un suono più caldo quindi ho deciso di sostituirli con tre single coil proprio come una stratocaster.

Mi sono fatto consigliare da un amico il quale mi ha dato l’indirizzo di un Mastro Liutaio a Pantigliate.

Il Mastro Liutaio, uomo di fiducia, sempre molto disponibile e pronto a dare ottimi consigli, mi ha illuminato con delle perle di saggezza e regalato qualche segreto del mestiere.

Ho scoperto quindi che se si vuole inibire l’azione della leva del tremolo è bene nel rimontaggio bloccare il ponte con una spina di legno. Pare che questa tecnica sia usata anche da Eric Clapton (!!!) e se lo fa lui…

Ci si dedica quindi all’assemblaggio e alla connessione elettrica dei single coil a cui segue il montaggio delle meccaniche e delle corde.

Certo con questi accorgimenti il lavoro sarebbe riuscito bene, ma il nostro amico liutaio mi ha dato un ultimo e importantissimo consiglio: “Lasciami lo strumento che al lavoro più delicato ci penso io: fidati!”

Come dire di no ad una persona che sa bene il fatto suo?  Così ho fatto, anche se l’idea originale di questo progetto era quella di fare tutto da solo.

La sua preoccupazione, forse piuttosto fondata, era che la settimana successiva serei corso da lui in lacrime chiedendo aiuto..

Diciamo che non ho voluto rischiare! E che la richiesta economica è stata indubbiamente accettabile.

I segreti del liutaio (quelli che non ho volutamente specificato) sono quindi al sicuro perchè la ragazza è stata due settimane a casa sua per permettere al Mastro Liutaio di eseguire le operazioni descritte sopra  con mani esperte…..

Dopo due settimane di attesa è arrivata la chiamata il lavoro era  finito e che potevo andare a prendere la mia chitarra nuova.

La mia scelta di lasciarla a lui è stata ripagata completamente: ha eseguito un lavoro davvero eccezionale che sicuramente io non avrei potuto eguagliare.

Ed eccola li, in tutto il suo splendore! Effetto visivo indubbiamente strabiliante, ma ora arriva la prova del nove!

Finalmente è arrivato il momento di collegare il jack all’ampli e di sentire il risultato del mio (nostro) lavoro……

UAAAHHHH……… fantastico! Non me lo sarei mai aspettato!
La ragazza si è trasformata da strumento di studio senza pretese a pezzo insostituibile: il suo suono, la sua capacità di rispondere alla mie esigenze mi hanno talmente rapito che mi emoziono tutte le volte che la faccio cantare…..

Appena collegato il jack all’ampli mi sono accorto che era proprio quello che desideravo.

Adesso questa chitarra che è stata comprata solo per uno scopo didattico è diventata la chitarra con cui suono abitualmente e la mia scelta definitiva.

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