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Di orecchini e di crescite (quasi) inaspettate

orecchino

Questo periodo dell’anno è caratterizzato da una miriade di impegni che travolgono tranquille e pacate famiglie in un turbine di eventi: feste di fine anno, pizzate, saggi, colloqui e preparazione all’estate.

In questo tornado di appuntamenti, per la nostra famiglia, quest’anno è caratterizzato dalla fine di un’epoca: la remigina Nocciolina sta per abbandonare la scuola materna!

Ebbene si: la piccola di casa è cresciuta e si prepara alla scuola! Mamma emozionata e intenerita!!!!

Ma se credete che accettato questo per noi sia finita vi sbagliate di grosso! Bimbafashion, alias Nocciolina, alias “mammaguardachesonogrande”, ha regalato altre due perle, o meglio schiaffi, al nostro orgoglio di genitori di “bimba piccola”.

Prima perla: dopo aver inutilmente insistito per mesi e dopo essere stata “sedata” con la scusa del saggio di danza, Bimbafashion ha categoricamente deciso che era finito il tempo dei capelli lunghi e ha insistito finché la mannaia del parrucchiere non si è abbattuita sulla sua lunga chioma (sig sig…)

Secondo colpo: con uno strategico elenco di “pro” (e di “contro” occultati) ha convinto la sottoscritta ad anticipare di qualche mese l’applicazione degli orecchini (“mamma poi inizia la scuola, meglio adesso così mi curi meglio…”).

Ora sottopongo a voi questa domanda: mi sto rimbambendo io o lei è decisamente decisamente decisamente TROPPO avanti???? 😮

 

Se fossi resiliente..

resilienza

Ci sono periodi della vita in cui tutto sembra andare a rotoli.

Ho sempre pensato che per tutto ciò che accade esista un motivo, ma a volte dare una motivazione plausibile e accettabile a una serie di “sfighe” che si succedono in famiglia diventa davvero difficile.

Ecco però che la SINCRONICITA‘ mi viene in aiuto e, durante l’evento a cui ho partecipato a Settembre per La Via dei Colori, scopro che l’animo umano è capace di rigenerare se stesso anche nelle situazioni peggiori e scopro il significato di resilienza.

La dottoressa Franzoni nell’introduzione del Festival della Psicologia di Bollate, definisce La Via dei Colori un esempio di resilienza, ossia la capacità umana di resistere ad eventi traumatici, o potenzialmente traumatici, trovando in sé e nelle proprie relazioni le risorse per affrontarli.

Così scopro che il mio ridere e sdrammatizzare queste situazioni difficili non è una sorta di atteggiamento schizofrenico/psicotico, ma è il mio modo di reagire alle avversità e di iniziare a pianificare un percorso di “uscita dal tunnel” che porta alla nascita di qualcosa di buono.

E questo mi piace! Mi piace tantissimo!!!!

Ho sempre amato il racconto della morte e rinascita della Fenice, e ogni volta che ESCO da qualcosa di brutto mi sento un po’ fenice anche io!

E come Fenice, che rinasce dalle proprie ceneri, io rinasco dalle mie “sfighe” e cerco di trarne qualcosa di buono, qualcosa che mi dia la forza di andare avanti, qualcosa che mi renda fiera di me stessa e che mi faccia dare un senso all’accaduto.

E forse anche per questo mi trovo bene nella Famiglia de La Via dei Colori, con la mia Ilaria e tutte le mamme che hanno deciso di utilizzare la forza del loro dolore per far nascere la speranza negli altri.

La nostra è una grande Famiglia Resiliente, e ne siamo molto molto molto fieri. 🙂

Keep on smiling!!! 🙂

Sep 16, 2013 - Piccole Storie    No Comments

Amore e ponfi..

ponfi

Da quando mi sono presa la pausa sabbatica in ospedale, il mio corpo ha deciso di ribellarsi.

Niente di trascendentale visto che la ribellione riguarda principalmente il rapporto con le “amiche” zanzare. Certo, se non abitassi in pianura padana, patria delle risaie e instancabile fucina d’insetti, la rivolta sarebbe meno fastidiosa!

Così le fastidiose punture, in men che non si dica, si trasformano in bubboni spaventosamente grandi, rossi e duri! Insomma: ieri sera sembrava mi fosse spuntato un gomito nel mezzo dell’avambraccio!

Anche le pupaz non si sono lasciate sfuggire la novità: Scricciolo ha deciso di farmi da infermiera e Nocciolina mi riempie di domande e mi scruta per vedere la crescita e decrescita di “questi strani cosi” (come dice lei!)

Ma ieri sera Nocciolina ha snocciolato (e scusate il gioco di parole) una delle sue perle..

Nocciolina: “Mammina, sono triste: perché succede tutto a te?”
Io: “amore, cosa succede? cos’è che capita alla mamma?”
Nocciolina: “eh mamma, guarda che ponfi brutti che hai.. sono triste!”
Io: “amore della mamma stai tranquilla, sono solo punture di zanzara, domani saranno passati (spero!)”
Nocciolina: “Va bene mammina, io non sono più triste allora. Ma domani tu copri quel coso perché è proprio brutto!”

Amore di figlia! <3

I Croods

iCroods

Avete mai pensato come sarebbe stato vivere nell’era preistorica?

Io che sono sempre stata una fan dei “Flinstons” questa domanda me la sono fatta spesso.
Quanto sarebbe stato bello avere un volatile che con il becco fa da puntina mentre una tartaruga sotto gira un disco? Si ok.. è un po’ fantasioso, ma la genialità degli “elettrodomestici” dell’età della pietra descritti da Hanna-Barbera è innegabile!

Ma come avrebbero reagito gli uomini della preistoria alla FINE DEL MONDO (TA, TA, TAAAAAAN) ? Beh.. questa la può capire solo chi ha già visto il film oggetto di questo post 🙂

 I Croods risponde in modo esilarante a questa domanda.

Ho portato le pupaz due settimane fa a vederlo ed il verdetto è stato unanime: MERAVIGLIOSO!

Una comicità travolgente, una storia chiara ed efficace e dei disegni che rapiscono lo spettatore.

Scricciolo (9 anni) appena uscita voleva vederlo un’altra volta mentre Nocciolina (4 anni) ripete le battute dei personaggi e.. del bradipo 🙂

Ma non sono le uniche ad essere state rapite da questo cartoon: il Maritozzo racconta a tutti la scena dell’istantanea.. e io, tra una risata e l’altra, cerco affinità con la nostra famiglia e mando le figlie in avanscoperta al grido di “molla la piccola” !!!

I Croods sono .. la tipica famiglia moderna!
Strano a dirsi ma è proprio così!!!
Problemi primordiali ma paragonabili a quelli che una normale famiglia vive al giorno d’oggi: figli che reclamano la propria liberà, padri iperprotettivi, il fidanzato sovversivo e.. anche la SUOCERA per la quale il marito spera sempre in un “ultimo viaggio”!!! 😀

E se a tutto questo aggiungete un magistrale lavoro Dreamworks, avrete un cocktail esplosivo che non potrà che coinvolgervi, affascinarvi e divertirvi per tutta la durata della proiezione.

Attenzione: in agguato (per gli inguaribili ipersensibili) qualche lacrimuccia spremuta da Eep (la protagonista femminile) e il burbero padre Grug.

Giudizio complessivo (concordato con l’intera famiglia): CORRETE A VEDERLO!!!

Il primo dono che fai a tuo figlio è il nome

blogThinker

Il tema che questo mese ci propone Donna Moderna Bambino è forse quello che si può considerare la prima vera chiacchierata/decisione che due genitori prendono nei confronti del pargolo (ovviamente dopo quella di avere un bambino!): “quale nome avrà il pupillo?”

Benchè rispetto alle decisioni che si prospettano nel futuro dei due temerari ci sia indubbiamente qualcosa di molto molto più “decisivo” e “pericoloso”, questa prima scelta è qualcosa che accompagnerà per il resto della vita quel simpatico esserino che sta per travolgere le esistenze di una (quasi) ignara coppia.

Come tutte le decisioni di un certo peso, in genere provoca qualche discussione, dialoghi infiniti e innumerevoli considerazioni.

Mi sono trovata due volte in questa situzione e per ben due volte ho dovuto fare i conti con alcune regole fondamentali che scandiscono le tappe di questo iter decisionale:
1) La percezione della bellezza di un nome è qualcosa di decisamente personale: nemmeno la persona a voi più vicina appoggerà indistintamente tutte le vostre proposte
2) La scelta del nome non è una cosa che riguarda solo i genitori: mi spiace, ma è un dato di fatto. Amici e soprattutto parenti faranno a gara per proporre il nome secondo loro più appropriato o per elargire considerazioni riguardo quelli da voi proposti. Se poi sarete abbastanza forti, riuscirete a fre orecchie da mercante!
3) La proporzione tra cognome e futuro nome non è un dettame e  varia a seconda della impronunciabilità del cognome, della lunghezza dello stesso e, guarda un po’.. del gusto! Io ad esempio ho sempre pensato che nome e cognome non dovessero avere lunghezza sproporzionata per mantenere un certo “equilibrio”, molti invece ritengono che con un cognome lungo, ci voglia un nome corto. Ma con un cognome corto? Va bene un nome lungo?
4) La nazione di appartenenza del pupillo non deve essere necessariamente un ostacolo alla scelta, ma è bene che la pronuncia di un nome straniero sia universalmente conosciuta e che non dia origine, essendo noi italiani, alla sensazione che il pupo di casa diventerà un giorno il prossimo esponente di Cosa Nostra!
5) La trappola dell’associzione nome/cognome ridicolo è sempre in agguato anche a causa del successivo punto
6) La scelta del nome è indissolubilmente legata a due simpatici giochi:
il gioco delle rime
il gioco del “conosco uno/una con quel nome”

Entrambi questi giochi danno luogo a spiacevoli inconvenienti.

Il primo ti porta a cercare rime con qualsiasi nome e a mandare in Black List nomi che prima erano al posto numero 1 o 2 della tua classifica a causa di una rima escogitata da qualche amico/parente (vedi sopra); oppure porta i genitori a rassegnarsi al fatto di aver messo al figlio un nome che fa rima con qualcosa di inesorabilmente spiacevole.

Il secondo porta ad associare i nomi a persone che, immancabilmente, troviamo antipatiche, fastidiose, egoiste, ecc..

Come uscire da questo guado? Sorry ma non vi è via d’uscita! Bisogna passarci. E superarlo a testa alta!

L’unico consiglio che mi sento di dare è: ascoltate in modo critico, non fatevi influenzare. Scegliete il nome che più vi piace, magari andando a cercare il vero significato o origine del nome, indipendentemente dal fatto che sia stato affibiato alla figlia insopportabile del vicino.

Personalmente ho usato, come dicevo, la tecnica “significato/origine”, della proporzione tra nome e cognome, associata ad una buona dose di “non mi interessa cio’ che pensano gli altri” ed ho scovato per le mie due pupaz due nomi Italiani di cui non credo mi pentirò mai.

E ora: buona caccia!

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