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Feb 18, 2014 - HomeSweetHome    No Comments

Amicizia e tempo

AmiciziaTempoE’ proprio quando meno te lo aspetti che arriva come una bomba. La consapevolezza. La realtà.

Passi mesi, forse anni, a cercare di far finta di niente e poi un messaggio su whatsapp e capisci che ti stai perdendo.

Stai perdendo delle relazioni che fino a qualche tempo fa colmavano i tuoi vuoti, stai perdendo quegli amici che vedevi a intervalli regolari altrimenti non si stava bene…

Stai perdendo

E ti trovi a domandarti “Perché è successo?”

Una risposta ce l’hai: “il tempo“… Il mio TEMPO, il loro TEMPO, il TEMPO dedicato al lavoro, alla spesa, alla casa, alla pigrizia… IL TEMPO è ciò che allontana, come il tempo è ciò che avvicina.

Due i messaggi che stanotte non mi fanno dormire.

Il primo di un’amica che sta lottando al fianco di una sua carissima amica: di fronte alle avversità e ai problemi lei è li, accanto, e la sostiene. Con le lacrime agli occhi per la commozione ho desiderato un’amicizia così forte, così pura. E m sono chiesta se ce l’ho ancora.

Perché un tempo l’avevo, era grande, pura e forte… Ma che fine ha fatto?

Il TEMPO me l’ha portata via… O io non ho saputo tenerla… O io non riesco più a vederla…

Perché lei è li… tra di noi… e probabilmente aspetta che entrambi ci rendiamo conto che è finito il TEMPO! Che dobbiamo ritagliarci i nostri spazi…

Il secondo messaggio, un’altra amica, che con una “catena” mi dice che m vuole bene… Una che non è tipo da catene… Ecco… allora C’E’ ancora tempo…

Si, ne sono sicura… 🙂

Se fossi resiliente..

resilienza

Ci sono periodi della vita in cui tutto sembra andare a rotoli.

Ho sempre pensato che per tutto ciò che accade esista un motivo, ma a volte dare una motivazione plausibile e accettabile a una serie di “sfighe” che si succedono in famiglia diventa davvero difficile.

Ecco però che la SINCRONICITA‘ mi viene in aiuto e, durante l’evento a cui ho partecipato a Settembre per La Via dei Colori, scopro che l’animo umano è capace di rigenerare se stesso anche nelle situazioni peggiori e scopro il significato di resilienza.

La dottoressa Franzoni nell’introduzione del Festival della Psicologia di Bollate, definisce La Via dei Colori un esempio di resilienza, ossia la capacità umana di resistere ad eventi traumatici, o potenzialmente traumatici, trovando in sé e nelle proprie relazioni le risorse per affrontarli.

Così scopro che il mio ridere e sdrammatizzare queste situazioni difficili non è una sorta di atteggiamento schizofrenico/psicotico, ma è il mio modo di reagire alle avversità e di iniziare a pianificare un percorso di “uscita dal tunnel” che porta alla nascita di qualcosa di buono.

E questo mi piace! Mi piace tantissimo!!!!

Ho sempre amato il racconto della morte e rinascita della Fenice, e ogni volta che ESCO da qualcosa di brutto mi sento un po’ fenice anche io!

E come Fenice, che rinasce dalle proprie ceneri, io rinasco dalle mie “sfighe” e cerco di trarne qualcosa di buono, qualcosa che mi dia la forza di andare avanti, qualcosa che mi renda fiera di me stessa e che mi faccia dare un senso all’accaduto.

E forse anche per questo mi trovo bene nella Famiglia de La Via dei Colori, con la mia Ilaria e tutte le mamme che hanno deciso di utilizzare la forza del loro dolore per far nascere la speranza negli altri.

La nostra è una grande Famiglia Resiliente, e ne siamo molto molto molto fieri. 🙂

Keep on smiling!!! 🙂

I bambini imparano ciò che vivono

bambiniImparano

Ieri sono stata a scuola di Scricciolo per incontrare le maestre e cercare di spiegare loro quanto sia difficile per una bimba di 9 anni affrontare tutto quello che lei sta vivendo.

Incredibile vero? Per fortuna tutte cose (quasi) rimediabili, certo, ma agli occhi di una bimba di 9 anni un sasso può sembrare una montagna!

Bando alle ciance! Non è per questo che scrivo!

Uscendo dalla classe, un po’ sollevata per la chiacchierata, un po’ depressa per l’argomento, mi sono imbattuta in un cartellone gigantesco, fatto dai bambini di una quinta di qualche anno fa: coloratissimo e bellissimo, riportava una citazione che non posso fare a meno di ricopiare qui sotto:

I bambini imparano quello che vivono

Se i bambini vivono con le critiche,
imparano a condannare.

Se i bambini vivono con l’ostilità,
imparano a combattere.

Se i bambini vivono con la paura,
imparano ad essere apprensivi.

Se i bambini vivono con la pietà,
imparano a commiserarsi.

Se i bambini vivono con il ridicolo,
imparano ad essere timidi.

Se i bambini vivono con la gelosia,
imparano cosa sia l’invidia.

Se i bambini vivono con la vergogna,
imparano a sentirsi colpevoli.

Se i bambini vivono con la tolleranza,
imparano ad essere pazienti.

Se i bambini vivono con l’incoraggiamento,
imparano ad essere sicuri di se.

Se i bambini vivono con la lode,
imparano ad apprezzare.

Se i bambini vivono con l’approvazione,
imparano a piacersi.

Se i bambini vivono con l’accettazione,
imparano a trovare amore nel mondo.

Se i bambini vivono con il riconoscimento,
imparano ad avere un obiettivo.

Se i bambini vivono con la partecipazione,
imparano ad essere generosi.

Se i bambini vivono con l’onestà e la lealtà,
imparano cosa sia verità e giustizia.

Se i bambini vivono con la sicurezza,
imparano ad avere fede in se stessi e in coloro che li circondano.

Se i bambini vivono con l’amichevolezza,
imparano che il mondo è un posto bello in cui vivere.

Se i bambini vivono con la serenità,
imparano ad avere tranquillità di spirito.

Con cosa vivono i vostri figli?”

Dorothy L. Nolte

Già.. Le mie figlie cosa vivono?

Voglio far vivere loro un mondo di bicchieri mezzi pieni, perché quelli mezzi vuoti non dissetano!

 

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