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Se fossi resiliente..

resilienza

Ci sono periodi della vita in cui tutto sembra andare a rotoli.

Ho sempre pensato che per tutto ciò che accade esista un motivo, ma a volte dare una motivazione plausibile e accettabile a una serie di “sfighe” che si succedono in famiglia diventa davvero difficile.

Ecco però che la SINCRONICITA‘ mi viene in aiuto e, durante l’evento a cui ho partecipato a Settembre per La Via dei Colori, scopro che l’animo umano è capace di rigenerare se stesso anche nelle situazioni peggiori e scopro il significato di resilienza.

La dottoressa Franzoni nell’introduzione del Festival della Psicologia di Bollate, definisce La Via dei Colori un esempio di resilienza, ossia la capacità umana di resistere ad eventi traumatici, o potenzialmente traumatici, trovando in sé e nelle proprie relazioni le risorse per affrontarli.

Così scopro che il mio ridere e sdrammatizzare queste situazioni difficili non è una sorta di atteggiamento schizofrenico/psicotico, ma è il mio modo di reagire alle avversità e di iniziare a pianificare un percorso di “uscita dal tunnel” che porta alla nascita di qualcosa di buono.

E questo mi piace! Mi piace tantissimo!!!!

Ho sempre amato il racconto della morte e rinascita della Fenice, e ogni volta che ESCO da qualcosa di brutto mi sento un po’ fenice anche io!

E come Fenice, che rinasce dalle proprie ceneri, io rinasco dalle mie “sfighe” e cerco di trarne qualcosa di buono, qualcosa che mi dia la forza di andare avanti, qualcosa che mi renda fiera di me stessa e che mi faccia dare un senso all’accaduto.

E forse anche per questo mi trovo bene nella Famiglia de La Via dei Colori, con la mia Ilaria e tutte le mamme che hanno deciso di utilizzare la forza del loro dolore per far nascere la speranza negli altri.

La nostra è una grande Famiglia Resiliente, e ne siamo molto molto molto fieri. 🙂

Keep on smiling!!! 🙂

Sep 16, 2013 - Piccole Storie    No Comments

Amore e ponfi..

ponfi

Da quando mi sono presa la pausa sabbatica in ospedale, il mio corpo ha deciso di ribellarsi.

Niente di trascendentale visto che la ribellione riguarda principalmente il rapporto con le “amiche” zanzare. Certo, se non abitassi in pianura padana, patria delle risaie e instancabile fucina d’insetti, la rivolta sarebbe meno fastidiosa!

Così le fastidiose punture, in men che non si dica, si trasformano in bubboni spaventosamente grandi, rossi e duri! Insomma: ieri sera sembrava mi fosse spuntato un gomito nel mezzo dell’avambraccio!

Anche le pupaz non si sono lasciate sfuggire la novità: Scricciolo ha deciso di farmi da infermiera e Nocciolina mi riempie di domande e mi scruta per vedere la crescita e decrescita di “questi strani cosi” (come dice lei!)

Ma ieri sera Nocciolina ha snocciolato (e scusate il gioco di parole) una delle sue perle..

Nocciolina: “Mammina, sono triste: perché succede tutto a te?”
Io: “amore, cosa succede? cos’è che capita alla mamma?”
Nocciolina: “eh mamma, guarda che ponfi brutti che hai.. sono triste!”
Io: “amore della mamma stai tranquilla, sono solo punture di zanzara, domani saranno passati (spero!)”
Nocciolina: “Va bene mammina, io non sono più triste allora. Ma domani tu copri quel coso perché è proprio brutto!”

Amore di figlia! <3

Jul 22, 2012 - Piccole Storie, ViaggiAMO    No Comments

Da grande voglio fare l’elfista!

aurora

Il primo giorno in Islanda ho capito subito che quella terra aveva qualcosa di strano, di magico e.. di squinternato!

Nel corso del tragitto aeroporto/hotel, la giuda ci ha raccontato una storia davvero singolare. Nota: ho detto STORIA, non leggenda! Si presume quindi che sia vera.. o comunque così ce l’ha spacciata la nostra amabile guida dal nome impronunciabile!

Due mesi prima del nostro arrivo, un parlamentare islandese ebbe un incidente piuttosto grave. Perse il controllo della sua auto e il mezzo cominciò a girare e a ribaltarsi più e più volte, fino a quando si fermò.. vicino ad un masso..

Il protagonista della vicenda controllò di essere ancora vivo e di non aver riportato danni seri (per la verità non aveva riportato alcun danno..) poi uscì dalla macchina e vide il masso.. e li capì!

Improvvisamente il ritrovarsi indenne dopo un incidente così catastrofico gli sebrò in qualche modo “logico”, voluto! Erano stati gli Elfi!!!!

Si sa che gli Elfi vivono nelle rocce e sicuramente nella roccia accanto alla quale si era fermata la sua macchina viveva un Elfo che aveva vegliato su di lui durante l’incidente e gli aveva salvato la vita! Ora tutto era chiaro!  Ma lui come avrebbe potuto sdebitarsi per quel “dono” con il suo Elfo salvatore?

Presto detto: lo avrebbe portato a casa sua, su uno splendido isolotto a pochi chilometri dalla costa islandese! Ma per farlo, avrebbe dovuto chiedergli il permesso! Certo: perchè in Islanda è severamente proibito spostare le case degli Elfi senza chiederne il permesso! Loro sono un popolo mite e gentile e gli Islandesi non devono permettersi di creare disappunto!

Così il parlamentare chiamò l’unica persona al mondo che ha il “potere” di parlare con gli Elfi: l’ELFISTA! Una persona che parla con gli Elfi, il popolo invisibile (e ovviamente li vede anche), che vede queste eteree e bellissime creature! Indubbiamente da quel giorno ha acquistato un posto particolare nel mio cuore: è diventato il mio mito!

Tornando al racconto: l’Elfista venne, parlò con l’Elfo (scoprendo che in quel masso viveva con una moglie Elfo, un numero imprecisato di Elfini e anche con qualche parente tipo nonni e zii Elfi), trattò il trasferimento (non pensate male! Le richieste dell’Elfo erano davvero condivisibili e non pretenziose: una buona vista dal punto dove sarebbe stato posizionato il masso/casa e abbastanza spazio per far pascolare i suoi animali – certo, certo! Gli Elfi hanno degli animali che curano con molto amore: altrimenti come potrebbero sopravvivere senza latte, uova ecc??? In fondo discendono dagli uomini!), e infine riferì le richieste al parlamentare, il quale accettò di buon grado.

Dopo qualche giorno di preparazione, il masso fu caricato su un camion, il quale a sua volta fu caricato su una nave; l’Elfista preparò un comodo giaciglio per il trasferimento dell’intera famiglia di Elfi, il parlamentare pagò il tutto (compresi i biglietti per Elfo e famiglia – ma non per i figli perchè gli Elfini non pagano!) e infine il masso fu depositato nel posto prescelto.

A distanza di qualche settimana, l’Elfista tornò a casa del parlamentare per sincerarsi che gli Elfi fossero soddisfatti.
Questo è il momento di dire: “e vissero tutti felici e contenti” perchè è proprio così che ci è stata raccontata!

L’intera Islanda è rimasta in souspance dall’inizio alla fine di questa storia e ha seguito la vicenda con notevole interesse. E come potrebbe essere altrimenti? In fondo anche noi seguiamo con molto molto interesse le vicende “strane” dei nostri parlamentari!!!

Beh insomma, la morale della favola è: ho deciso che DA GRANDE VOGLIO FARE L’ELFISTA!!!!!

Confesso che trovare una foto adatta al post (considerato che gli Elfi sono invisibili e che non ho fotografato l’Elfista)  non è stat0 affatto facile: poi ho trovato questa foto scattata l’ultimo giorno e mi ha fatto pensare a qualcosa di misterioso.. Deciso! 🙂

Ma per saperne di più della nostra avventura in Islanda: Seguiteci!

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